Dalla Regione quasi quattrocentomila euro per uno studio sui rischi della discarica di Torre d'Agera

di La Redazione
Cronaca
16 luglio 2018

Dalla Regione quasi quattrocentomila euro per uno studio sui rischi della discarica di Torre d'Agera

Il vecchio sito fu chiuso dopo aver trovato alte concentrazioni di nichel e arsenico nei terreni circostanti

Grazie ad un finanziamento regionale, il Comune di Bitonto potrà finalmente avviare lo studio di caratterizzazione sul sito della vecchia discarica di contrada Torre d’Agera. I 370mila euro, annunciati dal sindaco Michele Abbaticchio sui social network, serviranno a capire lo stato del terreno circostante e gli eventuali rischi per falda e colture.

L’impianto ha servito il Comune di Bitonto sino al 2009, quando la Procura della Repubblica di Bari decise di mettere i sigilli al sito dopo uno studio condotto dall'Arpa Puglia e dall'Università di Bari nel 2008. 

Secondo la ricerca, la falda acquifera su cui era posizionato il sito sarebbe stata "altamente inquinata", in quanto sarebbero state rinvenute "alte concentrazioni di metalli pesanti come ferro, manganese, arsenico, nichel, cromo e vanadio". Le cause sarebbero da addebitarsi ad una perdita di percolato che riguarderebbe quattro pozzi, oltre a quelli di monitoraggio della discarica. Secondo le carte l'acqua nei pozzi "si presenta di colore scuro, con tonalità giallo-marrone, fortemente maleodorante e con vistosa presenza di schiuma"

Dalle analisi risultò un'alta concentrazione di metalli pesanti quali ferro, manganesearseniconichelcromo e vanadio che, sedimentati nelle acque di irrigazione, rappresentano un grosso rischio per la salute pubblica. Arsenico e cromo sono, infatti, veleni altamente dannosi. Il cromo esavalente, anch'esso presente in alta concentrazione nelle acque di falda, è cancerogeno e induce stati allergici e irritanti per le mucose (occhi, naso, pelle); ad esso si aggiungono pure gli effetti di altri metalli pesanti, quali il vanadio e il nichel e i suoi composti, che assunti anche in piccole quantità si rivelano estremamente tossici per l'organismo umano e sono patogeni scatenanti delle cellule tumorali. 

Dalla chiusura, però, poco si è saputo. Persino le interrogazioni comunali dei consiglieri Vito Palmieri e Giuseppe Fioriello, durante le amministrazioni Valla e Abbaticchio, sono rimaste senza risposta. Il finanziamento costituisce un importante punto di svolta: “Finalmente sapremo cosa è realmente successo - ha dichiarato il Sindaco - spero che lo studio possa rendere giustizia a tutte le famiglie di Bitonto che meritano delle risposte serie”