Gli studenti del Poliba presentano quattro progetti per la riqualificazione dell'ex Convento di San Domenico

di La Redazione
Cronaca
26 giugno 2018
Photo Credits: Lisa Fioriello

Gli studenti del Poliba presentano quattro progetti per la riqualificazione dell'ex Convento di San Domenico

Dalla struttura ricettiva al primo museo delle serie tv, sino al centro per la formazione dei richiedenti asilo

Da una mediateca dedicata alle serie tv sino ad un centro polivalente per la formazione e l’integrazione dei richiedenti asilo. Sono stati presentati ieri i progetti per il recupero dell’ex Convento di San Domenico, nel cuore del centro antico a Bitonto, elaborati dagli studenti del workshop organizzato nell’ambito del corso di “Recupero degli edifici storici” della laurea magistrale in Ingegneria dei Sistemi Edilizi del Politecnico di Bari, sotto il coordinamento del professore Fabio Fatiguso.

Oltre cento ragazzi hanno individuato piani operativi per la riqualificazione e l’utilizzo della struttura voluta, a cavallo tra ‘200 e ‘300, dal vescovo Gerio Pancrazio, per ospitare i frati domenicani. 

Due progetti sono stati dedicati al turismo sostenibile e alla promozione delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Con “Cibo Made in Italy” gli studenti hanno immaginato di trasformare l’ex Convento in un centro culinario a tutela delle biodiversità gastronomiche della Puglia, con cantine dedicate al vino e all’olio, spazi esterni dedicati a showcooking, fruit bistrot, birrerie, pizzerie, una scuola di cucina e uno spazio per il re-food, da donare ad enti caritatevoli. Il progetto prevede anche la realizzazione di un museo dedicato alla “Bitonto sotterranea”, con l’esposizione dei reperti archeologici rinvenuti in questi anni. 

San Domenico come struttura ricettiva è l’idea alla base di “Tusca - Turismo Sostenibile Culturale Ambientale”, che ha ripensato gli spazi dell’immobile per destinarli ad un albergo diffuso, con un laboratorio del gusto, bookshop, aree relax, bike sharing, punti ristoro, zone espositive destinate ad artisti locali e persino tre suite, da realizzare al secondo piano.

Di natura diversa gli altri programmi di intervento. Il più interessante è “Ciak SD”, il primo museo delle serie tv in Italia, che verrebbe allestito con la riproduzione dei set cinematografici delle principali opere cinematografiche di Netflix e Amazon Video, l’allestimento di sale CAVE con l’interazione virtuale e, soprattutto, promuoverebbe corsi di videomaking e fotografia. Un progetto, come hanno spiegato gli studenti che l’hanno elaborato, che si sposerebbe appieno la recente linea di marketing culturale del Comune di Bitonto - a marzo si è tenuta la prima edizione di un raduno nazionale dedicato a Game of Thrones - e i nuovi piani formativi di molti istituti scolastici (a Bitonto il Liceo Scientifico “Galilei” ha recentemente aperto l’indirizzo audiovisivo). 

Ad indirizzo etico l’ultimo elaborato, ispirato al progetto “Co-Host” finanziato da Microsoft e destinato all’integrazione e alla formazione professionale dei richiedenti asilo residenti a Bitonto, grazie alla creazione di un “Centro Bit” che riunirebbe scuole, realtà associative e sistema SPRAR. 

Al momento, però, i progetti rimarranno solo su carta:  come spiegato dai rappresentanti comunali presenti ieri, per riqualificare l’intera struttura servirebbero diversi milioni di euro e i PO - FESR potrebbero non essere sufficienti. Più realistica l’ipotesi di una riqualificazione a step, a partire dal chiostro, recuperato appena tre anni fa con i fondi del PON Sicurezza, che oggi ospita un’attività di ristorazione.