Coldiretti Puglia ha proposto di impiegare i richiedenti asilo in agricoltura

di La Redazione
Cronaca
28 giugno 2018

Coldiretti Puglia ha proposto di impiegare i richiedenti asilo in agricoltura

Proposti corsi di formazione e misure anti Xylella. Nel 2015 quasi mezzo milioni gli stranieri occupati in agricoltura

Coldiretti Puglia ha proposto di impiegare i richiedenti asilo residenti nei centri di accoglienza pugliesi in agricoltura. La proposta è arrivata direttamente dal presidente, Gianni Cantele, a margine dell’Assemblea Nazionale di Ue.Coop, l’ Unione Europea delle Cooperative.

“Il ReD, una misura per cui la Regione Puglia è stata antesignana, può offrire straordinarie opportunità di inserimento lavorativo in agricoltura, di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale del popolo di migranti residente in Puglia” ha dichiarato Cantele. “L’agricoltura offre occasioni di inserimento di operatori – ha continuato il Presidente - che, opportunamente formati, possono essere impiegati nelle misure anti Xylella dagli Enti Locali per la pulizia delle aree, soprattutto demaniali e comunali, uno degli obblighi rientranti nelle buone pratiche agricole, previste dalla normativa vigente per contrastare la patalogia, prevedendo potature straordinarie degli alberi di ulivo. Allo stesso modo possono essere impegnati in interventi di manutenzione straordinaria e pulizia di canali, condotte e vasche dei consorzi di bonifica che versano in uno stato di degrado e inefficienza”.

Coldiretti ha proposto percorsi di formazione e impiego nel settore agricolo e agroalimentare  con l’affiancamento di personale esperto delle aziende, in modo da creare meccanismi reali di inclusione sociale. “Nelle aree naturali protette e nelle zone demaniali i migranti, debitamente formati, potrebbero essere funzionali al sistema degli Enti Parco – ha aggiunto Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – per il monitoraggio della fauna selvatica e la cattura degli animali. Potrebbero affiancare, tra l’altro, l’attività di guardiania e sicurezza rurale. Così come gli operatori potranno essere impiegati nella difesa delle piante, nella gestione degli uliveti e dei vigneti, nella manutenzione del verde pubblico, nella trasformazione dei prodotti agroalimentari, nell’attività di supporto negli agriturismi”.

Più in generale, secondo i dati forniti dal Dossier Statistico Immigrazione di Unar, nel 2015 i lavoratori stranieri occupati in agricoltura in Italia sono stati 494.485, divisi in 157 nazionalità. Nella sole province di Foggia e Bari si concentra l’8,5% dei braccianti.