Bitonto ha seriamente bisogno di ripensare i flussi di traffico veicolare

di La Redazione
Politica, Cronaca
22 giugno 2018

Bitonto ha seriamente bisogno di ripensare i flussi di traffico veicolare

Approvato il documento preliminare del PUMS. La situazione cittadina è drammatica

Nella seduta di ieri, il Consiglio Comunale di Bitonto ha approvato all’unanimità il documento intermedio del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile. Il provvedimento, primo step per l’attuazione del piano, punta a riscrivere le regole di viabilità puntando sulla cosiddetta mobilità dolce.

L’obiettivo di Palazzo Gentile, come spiegato dall’assessore Rosa Calò, è promuovere nuove forme di spostamento sostenibili e migliorare le prestazioni ambientali dei veicoli, nonché dotare l’ente di una nuova piattaforma regolamentare, in ordine all’ormai prossimo P.U.G., che sostituisca il vecchio Piano Urbano del Traffico, adottato nei primissimi anni duemila. 

La necessità di un intervento corposo in materia di traffico urbano è palese nella lettura della relazione analitica sulla situazione cittadina, fornita dalla SIT&A, lo studio che ha seguito la progettazione preliminare del piano. A fronte di una popolazione di poco più di 55mila abitanti, a Bitonto si registra la presenza di quasi 28mila veicoli immatricolati, all’incirca un veicolo ogni due abitanti (compresi anziani e minori), di poco sotto il trend nazionale. Un numero importante dovuto ad un abuso dei mezzi a motore. Lo share modale dei viaggi per motivi di studio e lavoro da Bitonto verso i Comuni limitrofi (Bari, Palo del Colle, Modugno, Giovinazzo e Molfetta) ci dice che la maggior parte degli spostamenti, il 55,03%, avviene in automobile, il 22,72% su treno, appena l’8,28% su autolinee extraurbane. La situazione si aggrava se si considerano i flussi quotidiani verso la città, quasi il 61% raggiunge Bitonto ogni giorno a bordo della propria vettura.  I trend di spostamento interni alla città per lavoro non sono migliori: il 49,55% di chi si muove a Bitonto lo fa solo con l’auto privata. Eppure, secondo i rilievi, dal centro è possibile raggiungere la maggior parte delle aree urbane in appena quindici minuti a piedi. In questo senso, l’unico dato positivo arriva dagli studenti che, per la maggior parte, preferiscono camminare per raggiungere scuole e istituti superiori (il 70,12%). 

L’utilizzo esagerato dei mezzi comporta una serie di problematiche. Tralasciando quelle relative alla qualità dell’aria - a Bitonto si registra una situazione relativamente stabile, nonostante la vicinanza a Modugno, sotto questo profilo molto più a rischio -, la città da decenni deve fronteggiare una congestione del traffico che, nelle ore di punta, raggiunge picchi nelle aree del distretto centrale del commercio (via Verdi, via Repubblica e Corso Vittorio Emanuele) e in altre arterie come via Traetta e via Mazzini, a cui si aggiunge il corposo traffico serale nei pressi di porta Baresana - accompagnato da una sosta incredibilmente irregolare. 

Le misure necessarie a invertire il trend non saranno affatto semplici. Tra le soluzioni ipotizzate nel documento intermedio c’è l’introduzione della Zona a Sosta Regolamentata, per ridurre il traffico verso il centro, come detto spesso dovuto a cattive abitudini. La ZSR sarebbe estesa nel quadrilatero tra via Dante, via Mazzini, Via Calatafimi e via Matteotti, dove sarebbe garantita la sosta solo alle 3600 famiglie residenti. La ZSR verrebbe accompagnata dall’attivazione di aree di scambio, come il Park & Ride già esistente di via Messeni, in piazza Marena, in Zona Artigianale e nei pressi del vecchio Palazzetto dello Sport e dell’istituto “Maria Cristina”. Nel frattempo la Zona a Traffico Limitato potrebbe essere ampliata e l’inibizione della circolazione valere anche per via Repubblica, Corso Vittorio Emanuele e le strade secondarie. 

Per drenare il traffico proveniente dalla provinciale 231, lo studio propone la realizzazione d un ponte sulla lama che possa collegare via Modugno, da dove proviene il traffico della SP, a via Berlinguer, nei pressi del depuratore. La deviazione del traffico dei mezzi di passaggio verso una nuova arteria parallela risolverebbe i problemi di sicurezza e del traffico dei residenti di Palombaio e Mariotto.

Le misure drastiche sarebbero affiancate da altre più “dolci”, come la creazioni di spazi verdi e destinati a pedoni e ciclisti - come la pista che unirà le due stazioni -, l’attivazioni di percorsi di promozione della mobilità sostenibile, nonché l’introduzione di nuove figure, come i mobility manager, all’interno delle agenzie formative. 

Il percorso per l’adozione del piano, però, è ancora lungo e gran parte delle proposte operative dovranno essere vagliate sia dagli uffici e dalle commissioni, nonché dagli istituti partecipativi. Lo stesso P.U.M.S., una volta approvato dal Municipio, rimarrà un documento aperto, che potrà essere aggiornato per rispondere ad esigenze future. Per questo una parte del piano sarà destinata proprio al monitoraggio costante delle strade cittadine.