Omicidio Tarantino. Colpo ai clan: arrestato Domenico Conte

di La Redazione
Cronaca
28 maggio 2018

Omicidio Tarantino. Colpo ai clan: arrestato Domenico Conte

Gli investigatori hanno smantellato i due gruppi criminali egemoni. Abbaticchio: 'Impegno costante'

Con l’arresto di Domenico Conte si è chiuso il cerchio attorno alla malavita organizzata bitontina. Il presunto boss, a capo dell’omonimo clan che gestisce i traffici illeciti nelle zone periferiche della città, è stato fermato all’alba di ieri in un residence sulla costa tra Santo Spirito e Giovinazzo, dopo una latitanza durata più di un mese. 

Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, Conte sarebbe stato il mandante del gruppo di fuoco - costituito da Rocco Papaleo e Michele Sabba - che lo scorso 30 dicembre, durante un regolamento di conti con il gruppo avverso dei Cipriano, uccise per errore l’84enne Annarosa Tarantino

Con una nota pubblica, questa mattina l’Amministrazione Comunale ha ringraziato forze dell’ordine e alle istituzioni, in particolare il Ministro dell’Interno Marco Minniti  (che ha dato il via a gennaio ad un programma di militarizzazione del territorio) e il procuratore della Repubblica Giuseppe Volpe: “L’operazione che fa seguito agli arresti di marzo – ha dichiarato il sindaco di Bitonto Michele Abbaticchiodimostra la concretezza di un impegno costante di presidio del nostro territorio da parte dello Stato, capace di affermare ancora una volta con forza la supremazia della legalità”. “Non è un caso – ha aggiunto – che l’operazione che ha posto fine alla latitanza di Domenico Conte sia giunta a conclusione della settimana, che ha celebrato la Giornata della Legalità nel ricordo delle vittime di mafia, che hanno sacrificato la loro vita per proteggere lo Stato. Moralmente questo ci deve impegnare ad onorare la memoria di Anna Rosa Tarantino, rimettendo la legalità al primo posto tra i valori che devono guidare i nostri comportamenti”.

Il fermo di Conte, che fa il paio con gli arresti di alcuni esponenti dei clan del centro antico risalenti allo scorso marzo, è forse il colpo più forte assestato dallo Stato alla mala locale. In cinque mesi è stato smantellato l’asset dei due clan egemoni, protagonisti negli ultimi due anni di una lotta sempre più cruda per i controllo dei traffici di droga e di altre attività criminali.

Il lavoro degli inquirenti, tuttavia, non potrà fermarsi: l’obiettivo, adesso, è evitare che i gruppi sciolti e le giovani leve tentino una scalata ai vertici della criminalità bitontina, approfittando della vacatio per costituire nuovi clan organizzati. Come successo sul calare degli anni ’90, con l’ascesa proprio di Mimmo Conte.