La legalità del Noi, l’antidoto alla violenza delle mafie. La Tenda dell'Incontro ha ospitato Giuseppe Gatti

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
04 maggio 2018

La legalità del Noi, l’antidoto alla violenza delle mafie. La Tenda dell'Incontro ha ospitato Giuseppe Gatti

Il sostituto procuratore della DDA ospite ieri a Bitonto

È stato un incontro senza scalette quello tenutosi ieri sera in piazza Cavour sotto la Tenda dell’incontro. Nell’ambito delle attività del quinto giorno di programmazione, la settimana della Peregrinatio della Tenda dell’incontro ha invitato a riflettere su un tema di altissima attualità, a Bitonto e non solo, quello della legalità

A palarne insieme al Sindaco, Michele Abbaticchio, la Pastorale Giovanile diocesana, le parrocchie bitontine e Giuseppe Gatti, sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, che ha dialogato, in un clima di forte confidenza e vicinanza, con i ragazzi che nel pomeriggio avevano animato le attività sotto la Tenda. Dalle opinioni raccolte durante la giornata sono nate domande, suggestioni, che hanno accompagnato la chiacchierata con Gatti sul tema “La Legalità del Noi”.

Partendo dal concetto di regola, la norma cioè che consente la convivenza, Gatti ha illustrato una sorta di fenomenologia della mafia. “Quando l’altro è lo straniero, il nemico, si sviluppa un modello di regole fondato su un rapporto ingannevole, conflittuale, violento”. Si ha così quella che Gatti ha definito “legalità verticale”, dove c’è qualcuno che è in cima e sta meglio di chi si trova in basso, che invece viene schiacciato. “Ma nessuno è in realtà felice”, ha commentato Gatti. “Il sistema è sempre in tensione, perché alla base dei valori c’è il disconoscimento dell’altro e del nostro essere uomini. La mafia è una potenza fragile perché l’io è solo, ognuno diffida dell’altro”.

A questo modello di convivenza, che fa della violenza la sua cifra e il suo dogma insconfessabile, si oppone una “legalità circolare”, che è quella dello Stato e della comunità civile. “La nostra legalità mette al centro l’uomo come parte di una comunità”, dove non emerge il diritto del singolo, ma la “prerogativa del noi, sennò non c’è vera eguaglianza”. Se la mafia colpisce là dove incontra isolamento e il vuoto di comunità, a vincere deve essere l’incontro, perché “la vera solidarietà non è solo quella dello Stato, ma è quella del Noi, quella della legalità dell’incontro, in cui le persone sono l’una affianco all’altra, per vivere la nostra vocazione di uomini”, ha spiegato Gatti. 

È in questo senso che così l’omertà, il silenzio, non è nient’altro che “dimenticare di essere parte di una comunità”, che poi diventa convivenza e dipendenza. Proprio su questo il Sindaco ha sottolineato con forza che “il pericolo più grande è l’assuefazione e il voler banalizzare i reati percepiti come minori”. Anche l’acquisto di droghe leggere è un fatto grave, perché “è sempre più il concetto di normalità che sostituisce il nostro doveroso senso critico”.

Soltanto nell’ottica di una legalità del Noi, e non più di quella seppur potente dell’io, sono possibili i “miracoli”, come li ha definiti Gatti, piccoli e grandi atti con cui i cittadini “alzano la testa”. E miracoli sono le donne del foggiano che diventano collaboratrici di giustizia incontrando i figli che rischiano di morire nella lotta tra clan. Oppure l’associazione antiracket nata a Vieste da imprenditori che non ce la facevano più a sopportare le oppressioni dei boss locali. 

Sull’attività e la presenza dello Stato nelle situazioni problematiche in cui la mafia agisce, e che non risparmiano neanche Bitonto, Gatti ha spiegato che “lo Stato sta facendo degli sforzi per andare avanti nel contrasto alla mafia. Ma non è la pena il problema, è l’uomo. Quello che cambia dentro noi stessi e chi abbiamo affianco è la nostra capacità di incontro. La vera crisi attuale è quella del noi, dove mancano le relazioni, interpersonali e istituzionali”.    

Nella giornata di oggi continua la programmazione della Tenda dell’incontro, con momenti spirituali e catechetici al mattino e nel pomeriggio presso la Tenda e la chiesa di san Gaetano. In serata, sempre in piazza Cavour, ci sarà l’incontro intitolato “Temi generatori – Don Tonino Bello”, nell’occasione del 25° anniversario dalla nascita della Fondazione Santi Medici e dalla scomparsa del pastore di Molfetta. Dialogheranno sul tema don Vito Piccinonna, rettore del Santuario dei Santi Medici, e l’editore Renato Brucoli.