www.shakespeare6 si chiude con la 'Commedia degli equivoci' al Traetta

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli
23 aprile 2018

www.shakespeare6 si chiude con la 'Commedia degli equivoci' al Traetta

Terminata la settimana dedicata al Bardo organizzata da Fatti d'Arte

“La calunnia sopravvive sempre, facendosi l’erede di se stessa, e quando ha preso stanza in qualche luogo, non c’è chi possa più farla sloggiare”. È la summa della “Commedia degli equivoci”, una delle prime opere di William Shakespeare, tutta incentrata sul tema dell’equivoco e dell’errore. La stessa che ha allietato e divertito il pubblico bitontino che per tre giorni ha assistito presso il Teatro Traetta alla sua rappresentazione, punto di forza della sesta edizione di www.shakespeare6

Il festival dedicato al Bardo, terminato quest’anno nel giorno dell’anniversario della data di nascita e morte del famoso scrittore inglese, il 23 aprile, ha visto una serie di eventi che hanno interessato la settimana 16-23 aprile, tra letture pubbliche, cineforum e appunto la rappresentazione integrale in teatro di una delle pièce di Shakespeare. Un progetto che Fatti d’Arte ha portato avanti con la collaborazione della cooperativa Ulixes, della Fondazione Santi Medici, Ferrotramviaria Bari-Nord, l’IPSIA “Archimede” Barletta, per la realizzazione dei costumi, e degli esercenti commerciali del centro antico della città.

In questa fabula particolarmente intrecciata e comica, scaturita dagli equivoci dei vari personaggi che scambiano due fratelli gemelli che si alternano sulla scena senza continuità, si legge tutto il bagaglio culturale che questo primo Shakespeare seppe raccogliere tra gli anni della formazione e i primi passati a Londra, ma conditi già in una veste compiuta, degna del futuro autore dei grandi drammi letterari.

È ancora ben legata ai modelli di riferimento, soprattutto il teatro classico latino e quello italiano rinascimentale, in cui la realtà, pur se si presenta in tutta la sua complessità assai poco chiara, riesce però, grazie all’agnizione finale, a risolversi nel lieto fine.

Nella performance, diretta da Raffaele Romita, la compagnia Fatti d’Arte ha saputo ancora dimostrare, nella splendida recitazione degli attori e nella commistione tra teatro tradizionale ed esperienza artistica moderna, fatta di musica elettronica e scenografia minimalista, che Shakespeare non è soltanto un’esperienza ancora ripetibile nei teatri moderni, ma che un lavoro tanto ben fatto può portare a una fruttuosa riscoperta di uno dei big della letteratura mondiale.