‘Maria Salvador’ arriva a Bitonto: in commercio la marijuana legale prodotta da J-Ax

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
27 aprile 2018

‘Maria Salvador’ arriva a Bitonto: in commercio la marijuana legale prodotta da J-Ax

Segue l'esperimento EasyJoint. I rivenditori: 'Alcuni consumatori hanno abbandonato le piazze di spaccio'

Il mercato italiano di “cannabis light” continua a compiere passi da gigante. Dopo l’esperimento “Easy Joint”, avviato nel maggio dello scorso anno, che ha consentito il commercio della primissima tipologia di marijuana legale coltivata indoor, sono state tantissime le aziende che in tutta la Penisola si sono cimentate nella realizzazione di nuove varianti del prodotto.

L’ultima gamma presentata sul mercato è proprio “Maria Salvador”, l’erba legale prodotta dal rapper J-Ax e disponibile da alcuni giorni a questa parte, che deve il suo nome all’ominomo singolo multiplatino scritto dal rapper e cantato in duetto con Il Cile. La varietà presenta un mix di aromi dalle fragranze dolci e fruttate ed ha una percentuale di THC (principio psicoattivo della marijuana, ndr) inferiore allo 0,2% e di CBD (principio che ha effetti sedativi, ndr) superiore al 26,1%. In sostanza, la marijuana di J-Ax rilassa ma non “sballa”, proprio perché il THC – elemento che provoca il cosiddetto “trip” – è quasi del tutto assente ed è, inoltre, sotto i limiti di legge permettendo al prodotto di essere commerciabile. 

Nonostante le difficoltà e le tante discussioni sull’argomento, anche il grow shop bitontino MyFashionStore ha deciso di puntare sulla vendita della marijuana sponsorizzata dal cantautore milanese. Infatti, da anni leader del settore in tutta la provincia, i titolari del negozio, Franco e Maria Bonasia, così come tanti commercianti di “cannabis light” in tutta Italia, hanno quotidianamente a che fare con le controversie della legge 242/16, che acconsente alla vendita di prodotti con un tasso di THC inferiore allo 0,2%, però non approva – né tanto meno vieta – l’utilizzo ricreativo della stessa. “Tutti sono liberi di comprarla e portarla a casa, ma solamente se la busta resta sigillata o se la si utilizza per uso ‘tecnico’, che obiettivamente significa poco e niente – spiegano i Bonasia ai taccuini di BitontoTV – Inoltre, per noi negozianti, una volta venduta, è praticamente impossibile sapere come verrà adoperata da un cliente”.

“Maria Salvador” nasce anche con lo scopo di sensibilizzare i più scettici sull’argomento “cannabis”: ne è esempio proprio l’ex componente degli Articolo 31, celebre per aver sostenuto con veemenza, sin dai primi anni ’90, la lotta alla legalizzazione delle droghe leggere, che ha deciso di produrre quella che definisce “l’erba più buona di tutte perché – come ha spiegato in un video recentemente pubblicato sulla sua pagina Facebook – Tutti i soldi che girano attorno alla marijuana sono sempre finiti nelle mani della mafia e della criminalità organizzata, mentre nei Paesi come il Colorado in cui è legale sono aumentati i posti di lavoro. Poi non fa male come il tabacco o la cannabis tradizionale”.

In ogni caso, la new entry “Maria Salvador” farà compagnia alle altre varianti di “cannabis light” già presenti da più di un anno nel mercato che, tuttavia, rimangono le mete predilette dalla fascia più adulta dei consumatori di marijuana: Sono pochi i ragazzi che la comprano, perché la maggior parte degli acquirenti parte dai 35 anni. Purtroppo, fin quando il i ragazzini capiranno che è meglio non frequentare le piazze di spaccio passerà molto tempo”, proseguono i coniugi Bonasia.

Infatti, stando a quanto raccontano, il drastico aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine a Bitonto, non ha scoraggiato i giovani consumatori di erba, che – come scrivevamo alcuni mesi fa – continuano a tenere alta la domanda d’acquisto nelle zone di commercio illegale. Gli unici consumatori che sembrerebbero preferire la marijuana legale a quella tradizionale sarebbero proprio i più ‘grandi': “Probabilmente si sono stancati di frequentare zone di traffico illegale, e spesso sono professionisti o ex fumatori che preferiscono fumare qualcosa di più naturale”. Ed ora che il mercato della “cannabis light” sembra aver raggiunto popolarità nella Penisola tanto da aver convinto J-Ax ad investire in questo business, i coniugi Bonasia sottolineano: Legalizzare le droghe leggere significa guadagno per lo Stato, che così può tenere sotto controllo le vendite. Inoltre, la marijuana può coadiuvare la medicina tradizionale ed essere d’aiuto per chi soffre di insonnia o per chi assume psicofarmaci e ansiolitici”.