La coreografa francese Mèlisa Nöel al Traetta con 'A Voodoo Child'

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
16 aprile 2018
Photo Credits: Lisa Fioriello

Uno spettacolo dedicato al ritmo, tra hip hop e contemporaneo. L'intervista

Per il settimo appuntamento del Network Internazionale Danza Puglia diretto da Ezio Schiavulli, Bitonto ha ospitato la coreografa francese Mèlisa Nöel. Il progetto ambizioso, che vanta l'appoggio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Teatro Pubblico Pugliese, prevede prima un'intensa masterclass, con gli allievi e gli insegnanti aderenti al Network, e successivamente una performance al Teatro Traetta. 

Mèlisa Nöel ha portato in scena "A Voodoo Child", spettacolo chiaramente ispirato ad uno dei brani più misteriosi di Jimi Hendrix. Dagli artisti eclettici degli anni '70, infatti, questa performance trae spunto. "Mio padre era un bravissimo musicista, è da lui che ho imparato ad ascoltare questo genere di musica. Il mio spettacolo non ha pretese rivoluzionarie, come quelle dei grandi cantanti degli anni '70, ma sicuramente questi ultimi mi hanno ispirata, è da loro che sono partita in questa ricerca del ritmo, ma l'unica rivoluzione possibile è la mia" ha raccontato alle telecamere di BitontoTV la coreografa francese. 

Sulla danza contemporanea pende ormai da anni il giudizio d'essere una tipologia di danza di nicchia e astratta, alla cui base non c'è una storia prefissata ma piuttosto una ricerca da visualizzare. E in questo senso, lo spettacolo si pone in continuità con la tradizione contemporanea poiché l'indagine è soprattutto di tipo corporeo, il tramite, il mezzo, è il ritmo. Sostenuto ed evidenziato dalla presenza della batteria, in questo duo insolito e coinvolgente. 

Linoleum, posto a salvaguardia dell'artista, riempie lo spazio del palcoscenico, ed è indispensabile per notare il cavo bianco che taglia a metà la scena: da una parte una ballerina trentotenne che vuole ballare ma non sa come fare, dall'altra la batteria, in mezzo il microfono. La ricerca corporea incomincia attraverso i passi, ma vuole giungere alla musica, diminuire la distanza tra le diverse arti, e così approda nel canto, di una voce tanto soul quanto rock che lascia rapiti. 

A margine dello spettacolo, si è poi svolto il consueto dibattito con l'artista, reale obiettivo del direttore artistico Schiavulli, il quale non ha mai nascosto l'intento pedagogico del progetto. Dispiace notare però, che spettacoli di questo calibro, lontani dall'ambiente amatoriale, siano visti da una platea di appena un centinaio di spettatori.

 

La gallery completa 

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