L'operazione della DDA ai danni dei Capriati: ecco i legami con Bitonto

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
19 aprile 2018

L'operazione della DDA ai danni dei Capriati: ecco i legami con Bitonto

Ordinanza di custodia per Francesco Colasuonno, presunto capo della mala del centro antico

Nelle scorse ore a Squadra Mobile di Bari ha messo a segno un duro colpo nei confronti della criminalità organizzata barese: nel capoluogo e in altre località della provincia, a conclusione di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla Squadra Mobile di Bari, è stata applicata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ai domiciliari e all’obbligo di dimora, nei confronti di venti esponenti di rilievo apparentemente lagati al clan “Capriati”, operante nei quartieri “Murat”, “Città Vecchia” e “Carrassi” di Bari, oltre che in alcuni comuni del nord barese, e diretta dal pregiudicato Filippo Capriati. 

I soggetti fermati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dall’uso delle armi, porto e detenzione di armi da guerra, estorsioni aggravate dal metodo mafioso e continuate, associazione per delinquere, aggravata, finalizzata alla perpetrazione di furti. 

Nel dettaglio, nel corso dell’indagine sembrerebbe emergere che la predetta organizzazione, con la forza dell’intimidazione, abbia acquisito, attraverso una società, il controllo del servizio di assistenza e viabilità – connesso ai traffici ed alle operazioni portuali – all’interno del porto di Bari. In seguito, si sia rifornita di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente da differenti canali di approvvigionamento, in particolare dalla Campania, trafficando cospicue forniture di cocaina, hashish, marijuana ed eroina destinate allo spaccio al dettaglio in tutta la provincia. 

Tra i coinvolti nell’operazione della Mobile di Bari spicca il nome del 31enne bitontino Francesco Colasuonno, considerato il capo del clan bitontino “Cipriano”, che – secondo quanto emerge dalle operazioni delle forze dell’ordine – potrebbe essere in accordo con i “Capriati” di Bari. 

Colasuonno è già detenuto poiché fermato lo scorso 17 marzo a margine dell’intervento congiunto di Polizia di Stato e Carabinieri che ha portato al fermo di altri sei soggetti appartenenti a due distinte organizzazioni criminali, in contrasto tra di loro e operanti a Bitonto. Secondo quanto emerso dalle prime analisi, infatti, Colasuonno sarebbe stato coinvolto nei tragici fatti avvenuti il 30 dicembre 2017 che hanno portato all’omicidio dell’84enne Anna Rosa Tarantino e al ferimento del 21enne Giuseppe Casadibari.

Come detteo, pluripregiudicato Francesco Colasuonno, noto come "Ciccio Cipriano", sarebbe a capo del clanoperativo nel centro storico di Bitonto, protagonista da tempo di una guerriglia urbana contro la fazione dei “Conte”, vigente nella periferia urbana e precisamente nel complesso di case popolari di via Pertini.

Entrambe le gang sono da anni attive nel settore del traffico e della commercializzazione di sostanze stupefacenti e, dopo un periodo di tregua durato circa due anni, sono tornate a far parlare di se nell’autunno 2017, a seguito della defezione di taluni esponenti del gruppo "Cipriano" transitati nel clan "Conte". Di tale scissione si è avvantaggiata la fazione attiva nella periferia cittadina, che ha potuto così creare una propria enclave nel territorio rivale del borgo antico, sino ai drammatici eventi accaduti il 30 dicembre.