Al Traetta 'Il diavolo e la vergine'

Francesca Ventrella
di Francesca Ventrella
Cultura e Spettacoli, Video
09 aprile 2018

Sul palco del teatro l'adattamento del capolavoro di Bergman

“La verginità di una giovane donna, un oltraggio per noi dell’Inferno. Fidanzata e vergine, se giungesse illibata sarebbe catastrofico”. Lo scorso sabato, la compagnia teatrale Acu, associazione culturale urbana diretta dal regista romano Marco Grossi, ha portato in scena, sul palco del Traetta, lo spettacolo “Il diavolo e la vergine”, che ha registrato completo sold out.

La piece è un adattamento teatrale del grande successo cinematografico di Bergman, “L’occhio del Diavolo”, nel quale un orzaiolo nell’occhio di Satana ne scatena la furia, a provocarlo è stata la verginità di una ragazza. La terra è vista come “il luogo dove c’è il nostro Inferno” come ha sostenuto il primo consigliere di Satana, nel buio che ha aperto la scena. “Nell’Inferno il libero arbitrio è davvero una realtà completa, cosa sarebbe senza l’Inferno e senza il matrimonio?” , Satana invita Don Juan, irrimediabile ammaliatore, a scendere sulla terra accompagnato dal suo servo Catilenòn per far perdere la verginità prima del matrimonio alla giovane, poiché “la donna moderna è passionale,  imprevedibile e spietata quando ha deciso di donarsi”. I due raggiungono una famiglia sulla terra, il cui capo famiglia è così devoto al Signore, Catilenòn finisce per conquistare Renata, moglie stanca della quotidianità ma molto devota a suo marito e Don Juan sua figlia Britte-Marie prossima al matrimonio.

“Niente è abbastanza crudele per colui che ama”, una storia tormentata che sottolinea come il alto girone dell’Inferno sia proprio sulla Terra, per via degli uomini che vi abitano.

Il cast andato in scena è stato composto da Gaetano Modugno, Sabrina De Palo, Antonio D’Ingillo, Pietro Cannito, Sarah Pofi, Marco Battaglia, Ivana Stellacci, Francesca Parisi ed Ines Froio. Il lavoro ai costumi di Caterina Colamorea, il trucco a cura di Arkè, disegno luci di Fabio Fornelli e scenografia di Irene Fiore.

 

Intervista video di Alessandra Savino