Presentati il restauro dell’Affresco della Passione e la nuova base processionale della Pietà di S. Domenico

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Settimana Santa 2018
19 marzo 2018
Photo Credits: Francesco Marinelli

Presentati il restauro dell’Affresco della Passione e la nuova base processionale della Pietà di S. Domenico

I lavori, condotti negli ultimi mesi, sono stati finanziati dall’Arciconfraternita del Ss. Rosario e dalla Confraternita Monte dei Morti di S. Maria della Misericordia

Sabato scorso sono stati presentati i lavori di restauro dell’affresco presente nella Cappella dei Misteri della Chiesa di S. Domenico, finanziati dall’Arciconfraternita del Ss. Rosario, e quelli di rifacimento della base processionale dell’immagine della Deposizione, una delle statue che compongono la Processione dei Misteri, reso possibile grazie all’impegno della Confraternita Monte dei Morti di S. Maria della Misericordia

All’evento, organizzato dalle due confraternite operanti in S. Domenico, sono intervenuti la vicesindaco Rosa Calò, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, don Francesco Micunco, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi Bari - Bitonto, Domenico Ferrovecchio, segretario dell’Arciconfraternita , Antonio Sicolo, storico dell’arte e Valerio Jaccarino, direttore dello studio restauratore Studio d’arte e restauri, che ha curato il recupero dell’affresco, ma che ha anche illustrato il lavoro dei colleghi della F.lli Pizzoleo di Poggiardo, occupatasi del lavoro artigianale per la nuova base processionale.

L’affresco recuperato negli scorsi mesi, ben illustrato dal dott. Sicolo, è quello sito nella parete estrema della Cappella dei Misteri, in cui si trovano le cinque nicchie in cui sono custodite le immagini dei Misteri. L’Affresco della Passione rappresenta appunto una sintesi iconografica dei simboli della passione di Gesù, i cosiddetti arma Christi, sorretti da due angeli e alcuni putti. Conosciamo la datazione di questa raffigurazione grazie al ritrovamento di un documento da parte della prof.ssa Carmela Minenna. Nel settembre 1730 l’allora Confraternita del Rosario commissionava a Nicola Capurso, artista andrianese ma domiciliato a Giovinazzo, il rifacimento della parete, fino a quel momento spoglia e piana, con la realizzazione delle nicchie e della “pittura”, evidentemente dell’affresco che le sovrasta.

L’immagine è divisa in due dalla nicchia trilobata con il crocifisso, centro della parete, verso cui i due angeli sono rivolti e dove cade lo sguardo dell’angelo destro. La composizione di questa raffigurazione della passione, ormai lontana dai patetismi del Seicento, è resa nella sua concretezza e realismo, con echi iconografici delle varie reliquie – simboli della passione. Scorgiamo nelle mani dell’angelo di sinistra un blocco di marmo a forma di colonna, che è evidentemente un riecheggiamento della colonna conservata nella Basilica romana di Santa Prassede, e il flagrum, il flagello romano, ritratto con grande fedeltà. 

L’angelo destro, invece, sorregge il velo della Veronica con il volto del Cristo, che affonda le sue radici nell’iconografia bizantina, ma qui riprende senz’altro la raffigurazione di Manoppello. Nell’affresco del Capuano, che sente su di sé l’influenza dei fratelli de Musso, operanti a Giovinazzo, il volto del Cristo, come quello degli angeli e dei putti, è assolutamente sereno. “In tutta la composizione”, ha commentato Sicolo, “non c’è nulla che parli di morte e di fine, ma si ha già uno sguardo alla resurrezione. È un chiarissimo esempio dove l’arte non è realizzata per contemplare il bello fine a se stesso, ma per arricchire e guidare la fede”

Valerio Iaccarini ha poi illustrato i lavori di restauro che questo affresco necessitava, coordinati dalla Soprintendenza dei Beni Culturali pugliese. “L’affresco non era in un uno stato di conservazione molto positiva”, ha commentato Iaccarini, che ha segnalato la presenza dell’inscurimento dei colori, di rimaneggiamenti e anche di vernici ingiallite, tutte corruzioni che rendevano l’immagine illeggibile. Con alcuni solventi idonei e interventi mirati di riempimento delle lacune, l’affresco è stato riportato al suo antico splendore. 

Infine Iaccarini ha anche ripercorso le tappe che hanno portato alla realizzazione della nuova base processionale per l’immagine della Deposizione, confezionata tutta a mano dalla ditta salentina F.lli Pizzoleo, che continua a praticare tecniche tradizionali. Attraverso le lamine d’oro e d’argento, con la tecnica a guazzo e a missione, la base ora pronta per la processione del Venerdì Santo dà nuova dignità all’immagine della Pietà, donando splendore ulteriore a un momento della fede e della religiosità di ogni bitontino.