Nasce l'edizione bitontina di 'Mezzo Caffè'

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli
17 marzo 2018

Nasce l'edizione bitontina di 'Mezzo Caffè'

Il giornale di controinformazione operaio arriva in città

Approda a Bitonto la nuova edizione di “Mezzo Caffè”, il giornale di “controinformazione” nato diciannove anni fa come strumento di informazione per i lavoratori della zona industriale di Bari. 

L’idea è stata partorita dalle menti di alcuni operai della SKF di Bari che – quasi per gioco – hanno dato vita a questo progetto editoriale che, sin dagli albori, ha presentato caratteristiche singolari: per esempio, i redattori sono solo operai e cercano di raccontare, in modo ironico ma concreto, le difficoltà che quotidianamente incontrano sul posto di lavoro.

“Diciannove anni fa ci rendemmo conto per la prima volta dei segnali negativi che arrivavano dai sindacati – ha spiegato Vincenzo Pecorella, cronista di MezzoCaffè, alla presentazione del mensile – Non era possibile manifestare dissenso nei confronti della propria azienda e decidemmo di creare questo giornale che non facesse critiche pesanti ma che desse parola agli operai. Inizialmente veniva distribuito solo nella SFK, mentre ora in tutta la zona industriale di Bari”.

Il giornale diretto dal prof. Nico Perrone inizialmente veniva distribuito a poche decine di persone, mentre ora è arrivato a vendere alcune centinaia di copie e ad essere ampiamente conosciuto tra le aziende presenti nella zona industriale del capoluogo, merito – sottolineano dalla redazione – del “racconto accurato dei problemi reali dei lavoratori”.

 

“Nato come giornalino di fabbrica, (MezzoCaffè, ndr) col tempo è divenuto il giornale dell’intera zona industriale. In esso vengono raccontare le vicissitudini dei lavoratori sui propri posti di lavoro, tanto che se si vuol sapere cosa succede nella zona industriale ci si deve necessariamente rapportare a MezzoCaffè”, si legge nell’editoriale di apertura del primo numero bitontino.

 

MezzoCaffè cercherà di fare luce sui problemi poco affrontati dalla cittadinanza, e per avviare delle discussioni atte al miglioramento degli stessi: “Vogliamo fare controinformazione perché vogliamo andare a fondo alle problematiche presenti in città. Ci sono due Bitonto: una avanzata e ricca di cultura, e un’altra in cui c’è tanta sofferenza a causa del poco lavoro e della scarsa sanità. Per questo, noi vorremmo approfondire quelli che sono i problemi presenti in città”, ha proseguito Dino Tafuto, segretario della sezione bitontina di Rifondazione Comunista e portavoce del giornale. 

Il nome MezzoCaffè nasce dall’esigenza che solitamente gli operai avvertono, nel corso della giornata, di prendersi un momento di pausa dal lavoro per poter conversare con i propri colleghi, “però bere un caffè tutte le volte che si vuole riposare sarebbe dannoso per la salute, quindi preferiamo un ‘mezzo caffè’ da condividere con i nostri amici”, ironizza Vincenzo Pecorella.