Le parole che hanno cambiato la storia al Traetta

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli, Video
07 marzo 2018

Ieri lo spettacolo con Ivano Marescotti e Valentina Lodovini. L'intervista

Le parole sono importanti, perchè “se non abbiamo parole per definire le cose, le cose non esistono”, avrebbe detto Honoré de Balzac. E le parole che hanno cambiato la storia sono state oggetto dello spettacolo -  o forse meglio definirlo reading teatrale – “I Have a dream”,andato in scena la scorsa sera al Teatro Traetta.

Sono le parole che precedono gli eventi? O viceversa? Servono a dargli una direzione? Questi ed altri quesiti spontaneamente sollevati, poiché oggetto della pièce sono stati i discorsi proclamati da uomini e donne che hanno fatto la Storia, quella con la lettera maiuscola. Un salto indietro nella storia antica e recente, quando democrazia, uguaglianza e diritti erano appannaggio di pochi.

Da Pericle e il suo discorso sulla democrazia, quando retorica grammatica e logica erano i cardini degli oratori, sino a Kennedy e alle sue parole dopo la caduta del muro di Berlino "Ich bin ein Berliner…Ci sono molte persone al mondo che non capiscono, o che dicono di non capire, quale sia la grande differenza tra il mondo libero e il mondo comunista. Che vengano a Berlino. Il muro è, come il vostro sindaco ha detto, è una offesa non solo contro la storia, ma contro l'umanità”. O come dimenticare Emmelline Pankhurst che guidò il movimento delle suffragette femministe nel Regno Unito, o ancora Nancy Astor, la prima donna a mettere fisicamente piede nella Camera dei Comuni inglese, “oggi il progresso rende la civiltà degna di questo nome”. In questo revival della historia c’è anche posto per Benazir Buttho, prima donna ad essere eletta in un paese islamico e che ha pagato con la propria vita le sue idee.

La Storia che ricordiamo rimbalza emozionante grazie all’interpretazione di Ivano Marescotti e Valentina Lodovini, seppure l’espediente teatrale del racconto lascia un po’ perplessi (una conversazione, un po’ forzata, tra due ghostwriter). Del resto, tutto un po’ statico, poca scenografia, proiezioni video semplici. Al centro la parola, che salva tutto. Meritano una menzione speciale le interpretazioni del discorso di Martin Luther King e quello di Fidel Castro, “condannatemi pure, la storia mi assolverà”. La scelta dei testi è sicuramente riuscita, ma la maggior parte erano chiaramente letti. È l’ennesimo reading teatrale inserito nella rassegna teatrale al Traetta. Spettacoli che costano poco, ma che non soddisfano appieno l’occhio dello spettatore.

Il caso ha voluto che questo spettacolo fosse rappresentato soltanto due giorni dopo le elezioni, e di storia e politica se ne è parlato tanto. Una cosa immediatamente si nota: la differenza incolmabile tra i discorsi degli uomini politici che la Storia ci ha consegnato e i quelli di oggi, fatti da uomini che condividono la stessa categoria dei Grandi, pur non essendolo.