Inceneritore. I dubbi di Damascelli e Cinque Stelle

di La Redazione
Politica, Cronaca
09 marzo 2018

Inceneritore. I dubbi di Damascelli e Cinque Stelle

Per lo Sviluppo Economico opera cantierabile. Il Movimento chiede di riaprire l'iter per le autorizzazioni

“Ci sono molte ombre in questa vicenda, che oggi si sarebbero potute cancellare in Commissione regionale Ambiente, se solo il Governo regionale non avesse disertato la seduta". Il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli, commenta critico l’esito della commissione regionale riunitasi per affrontare la questione dell’inceneritore Newo

Diverse le domande che si pone il forzista, dalla scelta dell’area dove realizzare il progetto (a pochi chilometri da Bitonto) sino ai rifiuti da trattare. “Perché una società privata dovrebbe insistere per impiantare un inceneritore di rifiuti pubblici in una determinata area, se non prevedesse di poter trattare i rifiuti biostabilizzati conferiti da un vicino impianto pubblico, distante appena 50 metri? - si legge in una nota che Damascelli ha inviato alla stampa - Perché, nella fattispecie, la Newo di Foggia avrebbe scelto di realizzare il suo inceneritore nella zona industriale di Bari-Modugno se qualcuno non avesse garantito di fornire la materia prima? Perché avrebbe avviato il relativo iter e, soprattutto, perché avrebbe insistito su quella localizzazione nonostante quel tipo di impianto non fosse nemmeno previsto nel Piano regionale dei Rifiuti e, dunque, non autorizzabile?”

Durante l’audizione, come confermato anche dal gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle, “Il referente del Comitato scientifico Isde ha rilevato grandi criticità ambientali e sanitarie, proprio sulla base di uno studio sulle emissioni dell'impianto-pilota di Gioia del Colle”

Quindi “se Amiu, così come ha ufficialmente comunicato il sindaco di Bari Decaro, non conferirà i rifiuti bio stabilizzati nel nuovo impianto di ossicombustione, che senso avrebbe installarlo? Per bruciare rifiuti provenienti da altre regioni e inquinare il nostro ambiente? E se Amiu non conferirà i suoi rifiuti, e quindi l'impianto non potrebbe funzionare, su quali basi il settore Svuluppo economico della Regione ha sostenuto che tale iniziativa sarebbe cantierabile?" sono i quesiti di Damascelli.

Mentre la protesta ambientalista non accenna a placarsi, sul fronte amministrativo la questione è diventata decisamente articolata. Non più tardi di un mese fa, il presidente Michele Emiliano aveva chiesto alla Regione Puglia di rivedere le autorizzazioni all’impianto, ma la recente nota del dipartimento regionale per lo Sviluppo Economico (citata da Damascelli) ha ribadito la legittimità di tutte le procedure svolte. 

Eppure, a breve, la richiesta di revisione arriverà anche dal gruppo consiliare dei Cinque Stelle, con il timore che “non sia stato adeguatamente valutato l'impatto ambientale e sanitario dovuto alla realizzazione dell'impianto, per questo attendiamo di sentire a breve la ASL di Bari”.