Il Consiglio di Stato dice sì alle trivelle nell'Adriatico

di La Redazione
Cronaca
14 marzo 2018

Il Consiglio di Stato dice sì alle trivelle nell'Adriatico

Le compagnie potranno cercare idrocarburi con la tecnica dell'Air Gun

Il Consiglio di Stato, respingendo i ricorsi presentati dalla Regione Abruzzo contro il ministero dell'Ambiente e la società Spectrum Geo Lfd, ha di fatto dato il via libera alle attività di trivellazione in Adriatico, cioè di prospezione e ricerca di gas al largo della costa, dall'Emilia Romagna fino alla Puglia.

A nulla sono valse le proteste di varie Regioni, compresa la Puglia, sul metodo dell’Air Gun, che consente di utilizzare la pressione dell'aria per creare piccoli sommovimenti nel sottosuolo marino e captare segnali per capire se ci sia gas o petrolio. Una tecnica ritenuta da più parti pericolosa per gli ecosistemi marini.

“Continuare a puntare sulla ricerca degli idrocarburi nell’Adriatico non è un errore, è pura follia” ha dichiarato in una nota alla Gazzetta il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Mario Loizzo. “Non ci possiamo permettere - ha continuato il Presidente - di fare del male nostri mari. Non dobbiamo mettere a rischio la bellezza straordinaria di oltre 800 chilometri di coste pugliesi, ne va della nostra economia ed è pure sostenibile: il turismo, la pesca, il diporto nautico non avvelenano nessuno”.

"Alla luce delle sentenze del Consiglio di Stato che danno il via libera alle ricerche di idrocarburi in mare con il metodo Air Gun, è necessario che nel prossimo Consiglio regionale venga approvata la nostra mozione per la reintroduzione del Piano delle Aree nell'art. 38 dello Sblocca Italia" è quanto sostenuto dal gruppo regionale del Movimento Cinque Stelle, che ha proposto di ricorrere ad uno strumento di pianificazione in grado di identificare quali aree del territorio e del mare debbano essere definitivamente sottratte alla disponibilità delle compagnie petrolifere.