Dopo le politiche il PD si chiude in silenzio stampa

di La Redazione
Elezioni Politiche 2018
06 marzo 2018

Dopo le politiche il PD si chiude in silenzio stampa

Nel weekend il coordinamento. Sul tavolo la decisione sulle dimissioni di Naglieri e il dialogo con il centrosinistra di Abbaticchio

La sconfitta era preannunciata, ma adesso bisognerà fare i conti con le ripercussioni sulle vicende locali. Non è un momento semplice per la sezione locale del Partito Democratico guidata da Michele Naglieri, impegnata nell’analisi di una tornata elettorale che non ha visto i dem protagonisti. 

Il PD bitontino ha subito il calo di consensi registrato a livello nazionale, che va sommato al poco appeal riscosso dai candidati Giuseppe Giulitto e Salvatore Campanelli, imposti dalle segreterie baresi. In questa fare, il segretario Michele Naglieri ha preferito non commentare i risultati e ha imposto il “silenzio stampa”, almeno sino al prossimo coordinamento, che si dovrebbe tenere nel fine settimana. 

Sui tavoli della “Pescara” ci sono diverse questioni. Prima su tutte la posizione dello stesso Naglieri, che all’indomani dell’annuncio della candidatura di Giulitto, preferito al candidato locale - presumibilmente l’avvocato ed ex consigliere comunale Francesco Paolo Ricci -, aveva rassegnato le dimissioni, poi ritirate a seguito di un colloquio con il segretario regionale PD Marco Lacarra.

Nei prossimi giorni gli stati maggiori di Corso Vittorio Emanuele decideranno sulle sorti della segreteria, ma è probabile che non ci sarà alcuno scossone, considerato che Matteo Renzi ha promesso l’apertura di una nuova fase congressuale, con conseguente rinnovo a cascata dei circoli locali.  

Nel frattempo, però, dal PD intendono continuare il percorso di avvicinamento al centrosinistra civico di Michele Abbaticchio. La convergenza sui candidati dem ha funzionato a singhiozzo, ma gli endorsement di "Città Democratica", di alcune delle liste del Sindaco, dello stesso primo cittadino e quello “zoppo” di "Progetto Comune Viviamo la Città” possono essere visti come dei segnali positivi su cui costruire un percorso politico unitario. Magari con quella serenità invocata da molte forze politiche che consideravano prematuro il riavvicinamento già alle politiche.