Come si vota con il Rosatellum

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Elezioni Politiche 2018
02 marzo 2018
Photo Credits: Democratica

Come si vota con il Rosatellum

Domenica gli italiani sono chiamati a rinnovare il Parlamento

Ancora pochi giorni ci separano dalle elezioni politiche 2018. Il prossimo 4 marzo gli italiani saranno chiamati al voto per eleggere i deputati e i senatori che formeranno la XVIII legislatura della Repubblica Italiana.

Tutti gli aventi diritto al voto, quindi, che a Bitonto sono 44.436, avranno la possibilità di eleggere i propri rappresentanti a Montecitorio e, se almeno 25enni, anche a Palazzo Madama. Si voterà seguendo il nuovo sistema elettorale denominato “Rosatellum”, che a prima vista sembrerebbe avvantaggiare le coalizioni composte da più partiti politici, proprio come accadeva con il vecchio “Mattarellum”.

Nel dettaglio, il nuovo Parlamento verrà eletto con un sistema combinato: c’è la quota “uninominale”, dove ogni coalizione o partito candida una sola persona e chi ottiene più voti vince un seggio, e quella “proporzionale”, dove più seggi di un collegio vengono divisi in modo proporzionale in base ai voti presi dalle coalizioni o dai partiti in gara. Circa un terzo dei seggi tra Camera e Senato saranno assegnati nei collegi uninominali, mentre i restanti due terzi con il sistema proporzionale.

 

Il tutorial video

Fac-simile scheda elettorale

 

Ciascuna scheda sarà divisa in base ai partiti o alle coalizioni che si sono presentati alla tornata elettorale. In corrispondenza di ognuno di essi sarà presente in testa uno spazio con un unico nome che corrisponde al candidato scelto da ogni coalizione – o partito – nel collegio uninominale in cui si è residenti. Nel caso delle coalizioni, però, è possibile non trovare sulla scheda il nome del candidato appartenente al proprio partito di fiducia, bensì quello di un'altra lista che gareggia nella stessa coalizione. 

Per far sì che il voto sia valido è necessario apporre al massimo due segni sulla scheda, ed entrambi devo essere realizzati nella stessa area. Bisogna, quindi, barrare il candidato al collegio uninominale che si preferisce e poi una delle liste che lo sostiene. Non è previsto il voto disgiunto, ergo non si può scegliere un candidato di una lista e votare un partito o una coalizione differente da quella della persona in cui si ripone la propria fiducia.

Tuttavia, nel caso non si volesse votare uno specifico candidato, è possibile tracciare solo un segno su uno dei partiti presenti – votando quindi solo per la parte proporzionale – , ma anche questa volta il voto sarà esteso anche al candidato sostenuto dalla lista votata. 

Quindi, se si vuole sostenere una specifica coalizione ma non il candidato che essa presenta nel proprio collegio uninominale di appartenenza si è costretti a rinunciare e votare un’altra coalizione in gara per evitare che il voto sia nullo. Se invece si vota solo il candidato all’uninominale, al proporzionale i voti saranno distribuiti tra le liste che appoggiano il candidato in proporzione alle preferenze ricevute dalle liste stesse. 

Per far sì che siano eletti candidati nel sistema proporzionale, è obbligatorio che ciascuna lista raggiunga almeno il 3% dei voti su scala nazionale per la Camera; mentre per il Senato vale la stessa regola ma si potrà comunque entrare a Palazzo Madama se si ottengono in una sola regione almeno il 20 per cento dei voti.