Si è concluso il primo mandato del Comitato di Quartiere di Palombaio

di La Redazione
Politica, Cronaca
01 febbraio 2018

Si è concluso il primo mandato del Comitato di Quartiere di Palombaio

Il direttivo guidato da Lonardelli lascia. Per Abbaticchio 'lavoro immenso'

A quasi tre anni dall’insediamento, si conclude il primo mandato del consiglio direttivo del Comitato di Quartiere di Palombaio. Il gruppo guidato da Dinuccio Lonardelli, primo Presidente dell’ente consultivo, lascia, in attesa che vengano celebrate nuove elezioni. 

“Oggi si conclude l'esperienza del primo mandato del Comitato di Quartiere di Palombaio che, ci si augura, continui ad operare, anche in futuro, per il bene della nostra frazione - hanno scritto sui social i membri del Comitato - Ringraziando tutti coloro i quali hanno creduto nel nostro operato o quantomeno nell'impegno gratuito profuso da noi tutti e preordinato, prevalentemente, a ridurre la distanza tra cittadini e amministrazione comunale, Vi salutiamo, facendo il nostro più grande in bocca al lupo a chi consentirà a questo strumento di partecipazione popolare di proseguire nella propria funzione di partecipazione democratica alla gestione del bene pubblico”.

Il Comitato di Quartiere di Palombaio è stato il primo insediatosi in città, dopo la regolamentazione della giunta Abbaticchio. Una sorta di esperimento pionieristico, su cui misurare l’efficacia dello strumento di consultazione. Dimensioni della frazione e senso di appartenenza hanno fatto sì che il Comitato palmarista fosse quello più attivo in questi anni, essendosi occupato di scuola, gestione rifiuti e numerose altre questioni di prossimità. Non senza qualche problema: su tutte la gestione della vicenda relativa al centro per richiedenti asilo che sarebbe dovuto sorgere nella frazione.

Un “lavoro immenso” per il sindaco Michele Abbaticchio, che ha sottolineato “l’attività volontaria di intermediari con l’Amministrazione, nonché di pungolo per la stessa al fine di arrivare a percorsi comuni”. “Si tratta dell’unico Comitato che ha una sede affidatagli dal Comune - ha continuato il primo cittadino - è una sorta di riconoscimento al lavoro che si è rivelato più complesso di quanto si poteva prevedere".