Rimborsopoli. Tutte le spiegazioni di Cariello

di La Redazione
Elezioni Politiche 2018
24 febbraio 2018

Rimborsopoli. Tutte le spiegazioni di Cariello

Lungo post dell'ex grillino. E sullo scandalo: 'Le valutazioni vanno fatte sull'operato in Parlamento'

Dopo aver concluso le verifiche al Ministero e alla Camera, con un lungo post pubblicato su Facebook, l’ex deputato del Movimento Cinque Stelle Francesco Cariello ha fornito la propria versione dei fatti sull’inchiesta “rimborsopoli”, in cui è stato coinvolto dopo la pubblicazione di un servizio de Le Iene. 

“A differenza di quanto dichiarato nel servizio trasmesso sul sito internet de ‘Le Iene’ lo scorso 17 febbraio, le mie donazioni sono state tutte registrate dall’Ispettorato Generale per la Contabilità di Stato presso la Ragioneria Generale (comprese le donazioni effettuate anche dopo la mia esclusione di fatto dalle candidature per il M5S alle elezioni politiche). Dalle verifiche è emerso che la differenza che mi veniva contestata nel servizio (circa 6000 euro) sostanzialmente dipendeva da quanto avvenuto ad inizio della legislatura” ha spiegato.

All’origine del possibile fraintendimento, dunque, la gestione iniziale delle donazioni: “Nel 2013, infatti, quando il gruppo parlamentare non aveva ancora disposto come gestire le restituzioni, decisi in maniera autonoma, di restituire tutto ciò che si poteva restituire da regolamento (in allegato il modulo protocollato). Tale modulo è disponibile presso il servizio competenze dei parlamentari, e serve al deputato per richiedere la rinuncia ai rimborsi (è sempre stato fattibile, non serve una legge per farlo). Tale rinuncia, come si evince dalla copia protocollata dalla Camera, era stata da me richiesta anche in maniera retroattiva ai primi due mesi della legislatura (marzo e aprile 2013). Pertanto, per applicare tale richiesta, fu necessario restituire una parte degli emolumenti già percepiti dalla Camera dei Deputati”.

Ecco perchè “la prima restituzione, seppur indicata sul sito tirendiconto.it, non viene tracciata dal sistema delle restituzioni al fondo del microcredito. Infatti la mia prima restituzione è stata indirizzata a favore del conto corrente della Camera dei Deputati, di cui allego copia del bonifico che non trovate sul sito tirendiconto, ma vi è traccia anche sui giornali dell'epoca perchè fu data notizia”.

“Al termine dell'anno 2013 ho comunque effettuato un secondo bonifico, stavolta a favore del fondo per il microcredito, che nel frattempo l'assemblea del gruppo M5S aveva deliberato come destinazione delle nostre restituzioni. Ecco come è stato calcolato il bonifico al fondo del microcredito che trovate ad ottobre 2013 (pari a 319,27 euro): sommando tutti gli emolumenti ricevuti dalla Camera (in cui non erano contemplati i rimborsi che invece tutti gli altri deputati percepivano), sottraendo lo stipendio spettante da statuto per ciascun deputato M5S, sottraendo le spese sostenute e restituendo la restante parte tramite bonifico al fondo del microcredito - ha continuato - Coloro che hanno avuto accesso ai dati del Ministero (pur senza autorizzazione), è probabile che, essendo la somma di tutte le restituzioni indicate sul sito tirendiconto maggiore di quanto effettivamente è transitato sul conto del fondo per il microcredito, abbiano pensato che avessi omesso dei bonifici. Tra l'altro 'Le Iene' scrivevano circa 6000 euro, mentre la tabella del M5S indicava circa 10000 euro. Comunque entrambi registravano una mancanza. Così non è, poichè bisogna tener conto che il primo bonifico l'ho destinato al conto della Camera (per rinuncia) e non al fondo del microcredito (per le restituzioni)”.

E quanto alle donazioni complessive: “Per gli amanti delle classifiche e se questo possa essere motivo di valutazione, nel mio mandato da parlamentare ho restituito (88771,49 euro) e rinunciato (48238,69 euro) per un totale di 137010,18 euro”.

Il post sui social rappresenta un’occasione per tornare alle vicende interne del Movimento, da cui è stato espulso per non aver consentito il trattamento dei dati personali a seguito dell’indagine di Mediaset. “Il provvedimento pubblicato sul sito ilblogdellestelle.it motiva la mia espulsione con la mancata autorizzazione al trattamento dei miei dati personali, non per mancate donazioni - ha precisato Cariello - Alla luce del fatto che il gruppo parlamentare non abbia ancora capito la portata del gesto che ho fatto nel 2013 e fornisce tuttora dubbi sul mio operato, ritengo sia bene che le nostre strade si separino”.

“Se avessimo rinunciato tutti ai diversi rimborsi e per tutta la legislatura, trattenendo solo indennità e diaria (non rinunciabili) -  è la tesi dell’ex Cinque Stelle - avremmo sicuramente evitato tante polemiche sugli stipendi ed avremmo potuto spingere l'intero Parlamento ad una drastica riduzione dei costi della politica senza necessità di approvare nuove leggi”. “Credo che sia opportuno valutare i propri rappresentanti in Parlamento non solo su quanto spendono per svolgere la loro funzione, ma anche sulla produttività del proprio mandato” ha concluso. 

Nonostante l’espulsione, Cariello continuerà la propria attività “con lo spirito di sempre, anche senza un simbolo alle spalle, come persona prima di tutto e come cittadino con i propri diritti inviolabili e doveri inderogabili”.