Per la D.I.A. nei primi mesi del 2017 nulla è cambiato: Bitonto in mano ai Conte, Cassano e Cipriano

di La Redazione
Cronaca
09 febbraio 2018

Per la D.I.A. nei primi mesi del 2017 nulla è cambiato: Bitonto in mano ai Conte, Cassano e Cipriano

Nel frattempo si registra l'operatività del clan Modugno. La Direzione segue i legami con il capoluogo

La relazione della Direzione Investigativa Antimafia relativa al primo semestre del 2017 fotografa uno scenario locale pressoché immutato rispetto agli ultimi due anni. Nei primi mesi dello scorso anno, secondo le autorità investigative, gli equilibri criminali a Bitonto non sono cambiati e la città è stata nelle mani dei gruppi Cipriano, Conte e Cassano.

Per la D.I.A. il territorio di Bitonto “continua ad essere tra i più segnati dalle fenomenologie criminali e teatro di reati particolarmente gravi, commessi anche con l’uso delle armi, tra cui le rapine a commercianti e ai tir in transito”. Assieme ai già citati gruppi del centro storico e delle periferie, è stata registrata “l’operatività del gruppo Modugno”, come hanno confermato alcuni arresti: il capo dell’organizzazione è stato tratto in arresto dall’Arma dei Carabinieri, nel mese di gennaio, “in quanto ritenuto responsabile di sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravata dal metodo mafioso”; a febbraio, invece, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di sette soggetti, tutti affiliati al clan, “ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di rapina, estorsione, porto e ed uso illegale di armi nonché di spaccio di sostanze stupefacenti”.

“Ancora nel mese di febbraio - si legge nella relazione - la D.I.A. di Bari ha sequestrato beni per circa 800 mila euro ad un pregiudicato di Bitonto, affiliato già dalla metà degli anni ’90 a sodalizi criminali operanti nell’area e in contatto con i clan Parisi e Capriati, il cui tenore di vita è risultato nettamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il sequestro ha interessato, tra l’altro, un noto ristorante sul litorale barese, una pizzeria di Bitonto e due attività operanti nel servizio alle imprese”.

 

 

I contatti tra i clan baresi e l’hinterland sono sotto la costante attenzione della Direzione, perchè “la contiguità dell’area urbana con quella metropolitana sembra favorire l’interazione criminale tra il capoluogo ed i comuni della provincia”. In questo contesto le attività delittuose commesse in provincia, maggiormente nell’area metropolitana, "risultano, infatti, fortemente legate a quelle del capoluogo, particolarmente evidenti allorquando si verificano fibrillazioni, cambi o cessioni di potere ai vertici dei principali clan”. “Quest’ultimi - conclude la relazione - cercano costantemente di estendere sui comuni vicini la propria influenza criminale, affiancando, proteggendo o insidiando i gruppi autoctoni”.

La relazione più interessante, tuttavia, sarà quella relativa al secondo semestre del 2017, in cui certamente si parlerà dell’omicidio di Anna Rosa Tarantino, colpita durante una sparatoria lo scorso 30 dicembre. Con molta probabilità la D.I.A. scriverà dei rapporti e della presunta faida tra i clan delle periferie e quelli del centro antico, nonché delle operazioni seguite al piano Minniti che hanno portato allo smantellamento di diverse centrali dello spaccio.