L'avvocato Filippo Palmieri è riuscito a riportare in Italia i giornalisti de 'L'Arena' fermati a Dubai

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
03 febbraio 2018

L'avvocato Filippo Palmieri è riuscito a riportare in Italia i giornalisti de 'L'Arena' fermati a Dubai

I reporter hanno tentato di intervistare il latitante Tulliani, ex cognato di Fini

Dopo l’arresto avvenuto alcune settimane fa a Dubai, il giornalista Daniele Bonistalli e il videomaker Daniele Cignini sono stati rilasciati e hanno fatto rientro in Italia. Una storia a lieto fine quella dei due reporter di “Non è l’arena”, il programma di La7 condotto da Massimo Giletti, che, in poco meno di una settimana, è stata risolta dallo studio Curtis Mallet-Prevost Colt & Mosle, grazie al lavoro di un team coordinato dall’avvocato bitontino Filippo Palmieri. 

Tutto è partito lo scorso 9 gennaio quando i due inviati hanno provato ad intervistare, negli Emirati Arabi, il latitante Giancarlo Tulliani, cognato dell’ex presidente della Camera Giancarlo Fini, su cui pesa un mandato di cattura dalla Procura di Roma per riciclaggio internazionale concernente lo scandalo della casa di Montecarlo. La troupe ha raggiunto Tulliani nel Burji Khalifa, il più grande grattacielo al mondo, ma la compagna dello stesso, Federica Papadia, non gradendo l’irruzione di Bonistalli e Cignini, li ha denunciati per stalking, reclamando anche una violazione del proprio domicilio che si trova nei dintorni – accusa poi ribattuta dalla difesa perché i due reporter si trovavano in un’area pubblica quando è avvenuto l’incontro, ndr.

Dopo il fermo dei due giornalisti, operato della giustizia araba, la Fremantle Media, azienda produttrice del programma “Non è l’arena”, ha contattato il prestigioso studio internazionale Curtis Mallet-Prevost Colt & Mosle, che ha subito costituito una task force tra gli uffici italiani, l’ufficio di Dubai e lo studio Mahmood Hussain per ottenere la scarcerazione dei due reporter. 

“I due giornalisti stavano svolgendo il proprio lavoro esercitando lecitamente il diritto di cronaca, ma la Papadia ha ritenuto fosse stata violata la sua privacy ed ha allertato la polizia locale e chiamato la security – ha spiegato l’avvocato Palmieri ai taccuini di BitontoTvIl diritto islamico non consente di poter riprendere volti umani senza previa autorizzazione e si rischia fino ai 3 anni di reclusione”.

I due inviati, infatti, sono stati subito portati in commissariato dove gli è stato ritirato il passaporto, ed impedito, così, di lasciare il Paese. Ma, la preoccupazione più grande per il team capeggiato dall’avvocato Palmieri era ben altra: “Temevamo che potessero scaturire problemi diplomatici e rischiavamo di avviare un processo che sarebbe durato almeno 13 mesi”. “Con i colleghi di Dubai siamo riusciti a convincere le autorità locali che le accuse fossero infondate e, superando la loro rigidità, siamo riusciti ad ottenere la scarcerazione e il ritorno dei due connazionali in patria” ha proseguito. Nonostante il grande eco mediatico, l’avvocato Palmieri, per l’occasione, ha scelto di “tenere i riflettori spenti sulla vicenda durante tutto il suo arco di svolgimento per poter lavorare al meglio”.

Il legale bitontino non è nuovo a questa serie di episodi, perché il suo studio, ubicato in Piazza Venezia a Roma, si occupa proprio di vicende di tale caratura: “Ho una forte passione per il diritto internazionale ed è per questo che dopo aver lavorato per studi internazionali inglesi e americani ho scelto di diventare, sette mesi fa, socio di quest’importante azienda con sede principale a New York”, ha spiegato.