Il mondo dell'arte piange la scomparsa di Franco Sannicandro

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli
27 febbraio 2018

Il mondo dell'arte piange la scomparsa di Franco Sannicandro

Nicola Pice: 'Ho visto in lui lo stesso amore per la pittura che aveva Speranza'

Nella giornata di ieri, un grave lutto ha colpito la comunità di Bitonto: è morto, a soli settant’anni, lo stimato artista bitontino Francesco Sannicandro

Nato nel 1947 a Bitonto, Sannicandro era un arista multimediale e operatore culturale formatosi dapprima nella sua città natia e poi presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato, dove ha conseguito il diploma. Ha incrementato il proprio bagaglio artistico tra Urbino, Firenze e Roma e ha avuto la possibilità di entrare in contatto con celebri artisti contemporanei provenienti da diversi paesi, maturando così una concezione più universale dell’arte.

A partire dal 1985, ha sperimentato le tecniche che analizzavano il rapporto multimediale spazio-immagine-luce-colore con effetti sonori. Così, ha iniziato a creare le sue prime installazioni, che gli hanno permesso di divenire ben presto un’arista molto apprezzato anche al di fuori del nostro territorio. Nel 1987, ha collaborato con l’attore Giorgio Albertazzi e il regista Egisto Marcucci nella realizzazione di scenografie teatrali. 

È stato membro della commissione di gestione della Scuola Comunale di disegno “F.Spinelli” di Bitonto e, nel 1990, ha collaborato, assieme al prof. Luciano Caramel e il prof. Arturo Carlo Quintavalle, alla mostra internazionale di scultura “La Pietra e i Luoghi”, che ha portato nel centro storico di Bitonto opere di Giò Pomodoro, Prantl, Paradiso, Caravan, l’agenzia Studio Azzurro di Milano e le opere fotografiche di Luigi Ghirri. Un anno fa, Sannicandro ricordò il soggiorno del fotografo a Bitonto, descrivendo ai taccuini di BitontoTv lo stesso Ghirri come “una persona mite e riservata”. 

È stato direttore artistico di varie associazioni culturali come FondaMentAli, e ha diretto e organizzato, con Miloud Oukili, la “Carovana dell’Acqua”, composta da vari artisti provenienti da numerosi Paesi europei, realizzando – nel 2002 e 2003 – eventi folli-artistici-culturali e di solidarietà a Mostar, Sarayevo e Parigi. Ha lavorato ad opere ed opere sia in Italia sia all’estero e alcuni suoi prodotti sono attualmente presenti in collezioni private e musei. Nel corso del tempo, hanno scritto di lui: Pietro Marino, Luigi Paolo Finizio, Enrico Crispolti, Vittorio Fagone, Anna D’Elia, Marilena Di Tursi, Lucia Anelli, Vito Ventrella, Vincenzo Velati, Enrica Simonetti, Gianfranco Visitilli, Gilda Camero, Italo Interesse.

Indubbiamente, Sannicandro ha diligentemente rappresentato la città di Bitonto, esibendo sempre la propria originalità e la sua enorme preparazione artistica. Una straordinaria abilità, quella dell’artista nostrano, che gli è valsa, lo scorso anno, il premio nazionale Olio Officina Cultura dell’Olio, per una mostra collettiva itinerante da lui ideata, perché definito dalla giuria “artista poliedrico e concreto, e nel medesimo tempo visionario, capace di operare felici sintesi e mettere insieme mondi tra loro distinti e distanti”.

L’opera, unica al mondo nel suo genere, è stata denominata Olio d'Artista, e propone elaborazioni, interpretazioni e riuso delle “antiche” lattine metalliche e delle bottiglie di vetro. Il progetto è nato nel 2011 con un primo nucleo di artisti, ma col tempo si è arricchito sempre più con l’obiettivo di valorizzare, attraverso l’arte, il simbolo più noto della nostra Puglia (e di Bitonto, ndr). La mostra Olio d’artista si compone di una collezione di oltre centoottanta opere di artisti, pugliesi e non, che partendo da lattine di alluminio e bottiglie di vetro da 5L hanno creato delle vere e proprie opere d’arte.

Tanti i colleghi, le autorità e i semplici conoscenti che in queste ultime ore hanno voluto commemorare Franco Sannicandro celebrando la sua persona e il suo enorme amore per l’arte. Tra questi, anche il professor Nicola Pice ha deciso di ricordarlo: Ho visto in Francesco Sannicandro il giusto continuatore dell’amore per la pittura e di quel fare pittorico che ha caratterizzato Francesco Speranza – ha spiegato alla redazione – certo diverso negli esiti, sia pure dopo un iniziale periodo di più stretta consonanza. Egli (Sannicandro, ndr), sempre mosso dal bisogno di una ricerca continua ispirata alla incondizionata libertà della espressione artistica e contrassegnata da un costante sperimentalismo, ha saputo spaziare dall’aspetto concettuale al surrealismo, dall’espressionismo astratto all’informale, senza mai rinunziare definitivamente ad un linguaggio in stretto rapporto con la figurazione. Franco è stato peraltro uno di quelli che ben sapeva che senza amicizia si muore dentro, è stato uno di quelli che ha fatto della forza dell’amicizia il proprio modo di essere e l'ha saputo comunicare e contagiare”.