Città Democratica scrive al Sindaco: 'Diamo la cittadinanza simbolica ai figli degli stranieri nati in Italia e residenti in città'

di La Redazione
Politica
08 febbraio 2018

Città Democratica scrive al Sindaco: 'Diamo la cittadinanza simbolica ai figli degli stranieri nati in Italia e residenti in città'

La lista civica raccoglie la proposta di un consigliere comunale di Terlizzi

Città Democratica ha scritto al sindaco Michele Abbaticchio per chiedere di riconoscere la cittadinanza simbolica italiana ai minori stranieri nati e residenti sul territorio comunale. La lista civica ha raccolto la proposta lanciata a Terlizzi dal consigliere Giuseppe Volpe - rilanciata ieri da BitontoTV - investendo con una missiva pubblica direttamente il primo cittadino.

“Il nostro Paese sta attraversando una fase molto delicata della sua Storia. Da essere paese di emigrazione è diventato, per le alterne vicende dell’umanità, terra di immigrazione o di passaggio migratorio. Certamente è terra di sbarchi (171.000 persone nel 2017). Dietro ogni persona che giunge in Italia c’è un vissuto, una terra d’origine, una religione, una lingua, degli affetti, un lavoro, degli studi. Non vogliamo affrontare in questa sede il pur necessario discorso sulle politiche migratorie: non è questo il nostro obiettivo. Ma di fatto consta a tutti, specie dopo l’insediamento del CAS presso l’Istituto Maria Cristina di Savoia, che anche Bitonto non è esente dalle conseguenze sociali di questo fenomeno” si legge nella missiva, inoltrata anche alla stampa. 

“Non appartengono certamente alla nostra cultura, e nemmeno alla Sua, caro Sindaco, pensieri di chiusura e paura di fronte al nuovo scenario umano che abita anche la nostra comunità. Ci interessa maggiormente accogliere e dare il segnale che questa terra è concretamente designata dall’ulivo pronta alla pace. Oggi operare per la pace significa anche rispondere alla domanda di accoglienza - continua la lettera - Il parlamento italiano è quasi giunto ad approvare una legge sacrosanta sul diritto di cittadinanza. Non ce l’ha fatta, ma non per questo il Paese deve fermare l’inesorabile processo di assimilazione di principi giuridici non ancora scritti sulla carta, ma da sempre vigenti nel cuore dell’Uomo”.

La mancata approvazione della legge sullo “ius soli” non vuol dire, per Città Democratica, che debba essere fermato il processo di inclusione e apertura. In questo sindaci e comunità locali potrebbero fare molto: “Da diversi anni si è diffusa la pratica del “riconoscimento di cittadinanza simbolica italiana a minori stranieri nati in Italia e ivi residenti. Tale pratica, che non supplisce giuridicamente al riconoscimento dello ius soli, ha prevalentemente valore simbolico, culturale, sociale. Indica chiaramente la volontà, da una parte, di formalizzare l’accoglienza, e dall’altra di condividere il corpo di leggi che ogni abitante di una comunità è tenuto a rispettare. Cultura, dunque, e legalità intese in senso profondamente umano. Sappiamo che sono le due parole che sintetizzano forse nel migliore dei modi il Suo operato e, ci consenta, anche il nostro, dal 2012 nel guidare  questa comunità”.

Di qui la richiesta “di accogliere la nostra proposta di attivarsi nelle modalità che riterrà più opportune per deliberare anche per il nostro Comune il conferimento simbolico di cittadinanza italiana a tutti i minori nati a Bitonto da genitori stranieri, ivi residenti e ancora privi di cittadinanza italiana”.

Secondo uno studio realizzato mesi fa da BitontoTV, che ha analizzato i dati in possesso dell’Ufficio Anagrafe, sarebbero 142 gli stranieri nati in Italia e residenti in città, potenzialmente interessati dallo “ius soli”. Di questi il 21,8% proviene dalla Romania, il 20,4% dall’Albania, il 13,4% dalla Croazia, mentre il 9,9% dalla Tunisia e l’8,5% dall’Algeria. Nel dettaglio il 43,7% rientra nella fascia d’età da 0 a 6 anni, un altro 43,7% in quella dai 7 ai 18, mentre solo il 12,6% ha 19 o più anni.