Bando per il CAS a Bitonto. Chiarantoni di Costruiamo Insieme accusa il Sindaco

di La Redazione
Cronaca
15 febbraio 2018

Bando per il CAS a Bitonto. Chiarantoni di Costruiamo Insieme accusa il Sindaco

Nel mirino la proposta di Misericordia. Per Abbaticchio e il Consorzio si tratta di illazioni

Con una lunga lettera aperta, indirizzata alle redazioni delle testate locali, Ernesto Chiarantoni della cooperativa "Costruiamo Insieme", gestore del Centro di Accoglienza Straordinario allestito presso l’Istituto “Maria Cristina di Savoia” di Bitonto, ha sollevato alcuni dubbi riguardo il nuovo bando per l’assegnazione dei servizi di accoglienza in città, tirando in ballo direttamente il sindaco Michele Abbaticchio.

“È ormai di dominio pubblico la notizia che durante la seduta pubblica del Bando della Prefettura per l’affidamento dei servizi di accoglienza dei migranti per la quota prevista per Bitonto è stata presentata una proposta alternativa a quella di Costruiamo Insieme e, fin qui, nulla di strano trattandosi di una gara pubblica aperta a tutti i soggetti che ne abbiano i requisiti - ha scritto Chiarantoni, che, contattato telefonicamente dalla redazione di BitontoTV, ha spiegato di parlare a titolo personale - Ma ciò che ha ingenerato stupore è stato altro, ovvero, la presenza seppure indiretta del Sindaco Abbaticchio che fino ad allora era stato un nostro interlocutore privilegiato quale massimo rappresentante della comunità bitontina nella costruzione di una via di uscita, di una soluzione strutturale e di lungo corso per risollevare le sorti del ‘Maria Cristina’”

Chiarantoni ha lanciato così un j’accuse al primo cittadino: "Ciò che in questa vicenda fa riflettere sulla reale volontà istituzionale di risolvere un annoso problema è che il soggetto alternativo, il Consorzio Misericordia con sede a Firenze, in collaborazione con la sezione di Bitonto, abbia formulato una proposta che contiene elementi sostanziali riconducibili a familiari del Sindaco che vanno dalla proprietà della struttura proposta a ruoli nella eventuale gestione del CAS”. “Nulla che abbia una rilevanza penale” ha chiarito Chiarantoni, “ma sul piano dell’etica politica questa vicenda pesa come un macigno per vari motivi che cercherò di sintetizzare”

Nella lettera Chiarantoni riporta quelle che, a suo modo di vedere, sarebbero le criticità del progetto del Consorzio Miserircodia: “La dislocazione della struttura proposta nella estrema periferia di Bitonto farebbe venire meno quel rapporto di integrazione e di contatto con il contesto cittadino che è una delle dinamiche sviluppatesi in favore dei migranti attualmente accolti all’interno dell’Istituto ‘Maria Cristina di Savoia’ che perderebbero l’autonomia di movimento, il rapporto con il contesto circostante, le relazioni costruite - si legge - Si, perché, sia chiaro a tutti, gli attuali ospiti del ‘Maria Cristina' nel caso in cui il servizio venisse affidato a Misericordia, verrebbero trasferiti e ripartirebbero da zero: un nuovo contesto alloggiativo, nuovi operatori, nuovi mediatori, nuovi interlocutori”. 

La situazione, stando al resoconto di Chiarantoni, avrebbe spinto "Costruiamo Insieme" ad “interrompere e sospendere qualsiasi attività volta al rilancio del Maria Cristina di Savoia’ di Bitonto in risposta al silenzio da parte di quanti, da più parti, avevano promosso e proposto un percorso condiviso e compartecipato”.

Per Michele Abbaticchio si tratterebbe solamente di “illazioni”. “La proprietà di cui trattasi è in capo a miei familiari di Roma e Bitonto. È stata affittata molti mesi fa, l'anno scorso, per fini sociali alla Misericordia che ha dichiarato di volerla utilizzare come sua sede di riferimento regionale. I miei suddetti familiari non fanno parte di questa organizzazione sociale, che dispone quindi della proprietà a tutti gli effetti da diverso tempo e che si è candidata ad un bando della Prefettura senza necessità (evidentemente) di accordi con i proprietari. Il bando è stato pubblicato solo il mese scorso -  ha dichiarato il primo cittadino ai taccuini di BitontoTV, annunciando di voler avviare azioni legali - Ogni illazione contenuta nella dichiarazione del sig. Chiarantoni e delle redazioni giornalistiche sarà oggetto di istanza nelle sedi giudiziarie a tutela della dignità ed onorabilità delle persone coinvolte. Aggiungo che l'anno scorso, come Sindaco, ho chiesto che non ci sia ulteriore aumento di ospiti sul nostro territorio nel rispetto della convenzione Anci. Evidentemente il bando si riferisce al parziale spostamento di persone già accolte sul territorio per cause che non sono di nostra conoscenza o competenza. Sono davvero disgustato dal clima creato”.

Sulla stessa linea i responsabili locali della Misericordia che, attraverso Vincenzo Marrone, referente regionale sull’immigrazione, ha specificato che il Consorzio “ha sottoscritto un contratto ufficialmente lo scorso settembre, in tempi non sospetti, per realizzare un centro polifunzionale destinato a tutte le emergenze di carattere sociale”. “Abbiamo ritenuto opportuno partecipare considerato le esperienze virtuose che svolgiamo in tutta Italia - hanno continuato - quanto alla lettera, teniamo a specificare che né il Sindaco né i suoi parenti sono stati e saranno coinvolti nel progetto”.

Silenzio, invece, dalla cooperativa “Costruiamo Insieme”. Contattata più volte dalla redazione, la presidente, Nicole Sansonetti, ha risposto con un secco “no comment”, senza però preoccuparsi di smentire la lettera di Chiarantoni.

Non è la prima volta che il Centro di Accoglienza bitontino fa discutere. Da sempre blindato e chiuso alla città, nel 2016 è finito sulle pagine dei quotidiani nazionali perchè alcuni ospiti furono impiegati nella raccolta degli escrementi animali durante un’edizione del corteo storico, mentre sono dell’anno scorso i blitz dei deputati del Movimento Cinque Stelle che hanno denunciato lo stato degli ambienti “visibilmente sovraffollati”.