Scoperto un test che potrebbe prevenire la leucemia mieloide. Nel team di ricercatori Ezio Minervini

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
29 gennaio 2018

Scoperto un test che potrebbe prevenire la leucemia mieloide. Nel team di ricercatori Ezio Minervini

Un successo a firma tutta barese. Le analisi potranno essere sostenute su vasta scala a costi contenuti

È stato scoperto un test in grado di identificare la singola cellula leucemica: un successo a firma tutta barese quello conseguito dal team di ricercatori “Terapie Innovative Integrate con le Tecnologie Biomolecolari”, legato all’Unità Operativa Complessa di Ematologia con Trapianto dell’Università di Bari, diretta dalla prof.ssa Giorgina Specchia.

L'équipe, composta da studiosi di un'età compresa tra i 28 e i 30 anni, ha recentemente pubblicato il frutto del proprio lavoro di ricerca sulla prestigiosa rivista internazionale Oncotarget. Ciò che sorprende maggiormente è la semplicità di tale test. Infatti, nonostante sia basato su tecnologie d’avanguardia, risulta essere di facile esecuzione a costi sostenibili e, di conseguenza, adottabile da qualsiasi laboratorio. La sensazionale scoperta potrebbe prevenire una particolare forma di leucemia - la leucemia mieloide cronica - che si origina a seguito di una modificazione genetica nei globuli bianchi e che porta alla fusione di due geni solitamente separati.  

Tra i ricercatori coinvolti nel percorso di analisi spicca il bitontino Ezio Minervini che, ai taccuini di BitontoTv, ha spiegato come "attualmente esistono farmaci efficaci e specifici che agiscono direttamente sul prodotto di questa alterazione genetica nei globuli bianchi, ma le tecnologie più diffuse non permettono di misurarla".

"L'elevata sensibilità del test, tuttavia, potrebbe aiutare il medico nella decisione della sospensione del farmaco - ha proseguito - nel momento in cui, per un certo periodo di tempo al monitoraggio, non si rileva la malattia. Ovviamente la sospensione di un farmaco di questo tipo si traduce in un notevole risparmio per la spesa sanitaria e in un netto miglioramento della qualità di vita del paziente". 

Il lavoro del team guidato da Francesco Albano è partito nel 2014, quando si è avviato un testing di una tecnologia innovativa di lettura della sequenza del DNA. Con l'ausilio di questa tecnologia, i ricercatori hanno messo a punto il test in questione che, nello specifico, è in grado di misurare direttamente il numero di cellule che portano alla fusione genica ad altissima sensibilità.

Nel frattempo, mentre la ricerca si prepara a fare il suo ingresso in campo medico, l'ateneo barese fa sapere che in futuro saranno realizzati studi nell’ambito della Leucemia Mieloide Cronica (LMC) con lo scopo di individuare più facilmente i pazienti candidati alla sospensione del trattamento farmacologico. Inoltre, l’idea alla base della realizzazione di questo test potrà essere estesa anche ad altre malattie oncoematologiche, consentendo il miglioramento delle strategie diagnostiche e prognostiche.