Mangini: 'Dobbiamo capire cosa può fare il mondo della cultura'

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli
08 gennaio 2018

Mangini: 'Dobbiamo capire cosa può fare il mondo della cultura'

Ieri a Teatro il forum della cultura, riunito dopo i tragici fatti criminali

Ripartire dalla cultura si può, si deve. Ieri il focus del forum sulla cultura promosso dall’assessore al Marketing Territoriale, Rocco Rino Mangini, dopo le tristi vicissitudini di fine anno, aperto a tutti colori che avevano voglia di partecipare alla discussione, operatori culturali e non.

Per giorni Bitonto è rimbalzata sulle cronache nazionali con epiteti che danno poco lustro a quello che davvero la città è. Qualcuno l’ha definita la Gomorra pugliese, altri l’hanno paragonata a Palermo degli anni ’80. Ma per la società civile Bitonto è soprattutto culla di bellezza. Impellente allora il quesito: che cosa deve fare la cultura, come può arginare la criminalità?

"Il 15 gennaio con la risposta alla candidatura di Bitonto come capitale della cultura sapremo se stiamo facendo bene. Spesso si fa quest'equazione: cultura uguale centro antico, centro antico uguale movida. La movida non era il nostro obiettivo principale. La movida è l'effetto collaterale di altre politiche. Nel silenzio di questi giorni occorre interrogarci, provare a capire con cosa possiamo contribuire. La situazione è molto complessa, perdura da decenni, e riguarda il modo di essere cittadini. Le associazioni culturali fanno molto, e c'è tutto un lavorio silenzioso, quotidiano, misconosciuto e indispensabile delle tante realtà che operano sul territorio. Possiamo fare qualcosa e che cosa? Abbiamo ritenuto opportuno ascoltare anche voi. Noi partiremo subito con Memento e con i festival" ha dichiarato Rino Mangini. 

Aperto il forum molti operatori culturali e direttori artistici hanno dato voce ai propri pensieri. "Noi non dobbiamo porci obiettivo quello di combattere la criminalità. La rivalutazione culturale deve scatenare l'effetto di trascinamento - ha sostenuto Emanuele Dimundo, direttore artistico del Beat Onto Jazz Festival - Dobbiamo continuare per la nostra strada, impegnarci nella creazione degli eventi. Non spetta agli operatori culturali educare i bambini, per quello ci sono le scuole. Dobbiamo fornire un modello”.

Ancora Franco Colamorea della compagnia Fatti d'Arte si è dimostrato sensibilmente vicino agli eventi: “Giuseppe Casadibari insieme ai suoi fratelli ha partecipato ad alcuni nostri eventi, è stato con noi sul palco, molto spesso ci ha dato una mano. Continueremo a pensare ad inclusione sociale. Molto abbiamo fatto, tanto altro faremo ancora”.

Tra gli interventi anche quello del direttore del dipartimento del turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio della Regione Puglia, Aldo Patruno. “Quello che è successo non è esclusiva di Bitonto. Solo qualche mese fa a San Marco in Lamis due fratelli sono stati brutalmente ammazzati. O ancora a Faragola è stato completamente raso al suolo uno dei siti archeologici più importanti al mondo. È chiaro che con la cultura non si combatte la criminalità, ma dobbiamo condividere la conoscenza - ha commentato - Abbiamo un patrimonio unico e una profonda identità. Conoscere il territorio e il primo dato essenziale. Nei paesi dove la criminalità è bassa si legge tanto e i PIL sono alti. È casuale questo? Abbiamo un' esigenza forte di formazione degli operatori e degli amministratori. Dopo il 2020 avremo il 30 per cento in meno dei fondi europei. Perché non costruire una rete di formazione permanente che si occupi di investire nell'industria creativa?”.

Allora cosa rimane, quando non rimane nulla se non un’immagine incartapecorita che parla di mafia e di droga? Rimane la voglia di fare, la voglia di ripartire. La voglia di dire basta, di isolare la malavita. Ma occorre coraggio, forza di volontà e soprattutto un disegno culturale di ampio respiro, delle strategie coerenti e innovative, fare della competenza l’unico valore accettabile.