La denuncia della Polizia: 'A Bitonto il Commissariato costretto a lavorare con una volante a turno e poco personale'

di La Redazione
Cronaca
03 gennaio 2018

La denuncia della Polizia: 'A Bitonto il Commissariato costretto a lavorare con una volante a turno e poco personale'

UGL-FSP interviene dopo le parole del ministro Minniti

Dopo le parole pronunciate dal ministro Marco Minniti, ieri a Bari per un vertice sulla sicurezza, dopo i tragici fatti di Bitonto, arriva una nota dell’UGL-FSP Polizia di Stato. Il segretario generale regionale del sindacato, Giuseppe Fabio Dimonte, denuncia la carenza di organico e mezzi con cui è costretto ad operare il Commissariato bitontino, a fronte di una situazione criminale molto complessa.

“Le parole del Ministro Minniti al termine del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica a Bari, ci rassicurano da una parte ma ci fanno sentire ancora una volta deboli - si legge nel comunicato - Le carenze in termini di risorse umane del personale del Commissariato di Bitonto sono croniche e ben conosciute da anni così come da tempo questa sigla sindacale ha denunciato a livello nazionale la drammatica situazione in cui operano gli agenti dei commissariati della provincia barese”.

Per UGL-FSP “in un territorio ad alta densità criminale dove la faida tra clan baresi è viva e vegeta da anni, la sola presenza di un Commissariato di Polizia con poco personale e senza neppure la presenza della Compagnia dei Carabinieri, con una sola volante a turno, non può certo garantire un controllo del territorio pervicace ed efficace. Se è vero che la prevenzione è meglio della repressione siamo di fronte ad una tragedia alla quale è necessario dare una risposta seria, efficiente ed efficace! Simili tragedie non possono e non devo accadere perché quell’anziana donna poteva essere una parente di ciascuno di noi!”.

“Affermare presenza dello Stato ad ogni angolo della città” come dice il Ministro “si può fare sicuramente con gli agenti ma si deve agire con un’azione politica vera che metta il cittadino per bene nelle condizioni di poter vivere serenamente ed il poliziotto di operare tranquillamente in sicurezza con norme chiare, precise ed efficaci”.

In chiusura, il sindacato lancia la proposta che punta su prevenzione e potenziamento degli strumenti investigativi: “Riteniamo che sia importante e primario quello di avere una Regione ‘più sicura’, con un modello di sicurezza fondato non solo sulla repressione dei fatti criminosi ma anche su una politica di prevenzione condivisa col sistema delle autonomie locali e dell’amministrazioni dello Stato.  Ci piacerebbe la realizzazione e l’attivazione di uno specifico ‘Tavolo regionale per la legalità e la sicurezza’ che costituisca un momento di incontro e coordinamento delle istituzioni locali, delle FF.OO. e i sindacati di Polizia, perché si possa garantire sia la sicurezza dei cittadini e contemporaneamente degli operatori stessi senza ledere i loro diritti a lavorare in sicurezza”.