Il Movimento Cinque Stelle non partecipa al sit-in in memoria di Anna Rosa Tarantino

di La Redazione
Politica, Cronaca
03 gennaio 2018
Photo Credits: Lisa Fioriello

Il Movimento Cinque Stelle non partecipa al sit-in in memoria di Anna Rosa Tarantino

Per il gruppo 'un'iniziativa poco opportuna, se non fatta precedere da azioni decise e mirate al vero contrasto alla criminalità'

“Con il cadavere della povera donna ancora sul selciato, è arrivato puntuale il comunicato stampa che annunciava l’ennesima marcia cittadina contro la criminalità”, comincia così la nota pubblicata dal Movimento Cinque Stelle locale, che non ha partecipato al sit-in organizzato dal Comune di Bitonto per commemorare Anna Rosa Tarantino, l’anziana donna rimasta uccisa durante una sparatoria a Porta Robustina lo scorso 30 dicembre.

“Esprimiamo innanzitutto solidarietà alla famiglia della vittima” tengono a precisare i pentastellati, che hanno partecipato con una delegazione alle esequie in Cattedrale, “ma in questa occasione riteniamo che la marcia sia un'iniziativa poco opportuna, se non fatta precedere da azioni decise e mirate al vero contrasto alla criminalità. Pensiamo di interpretare il pensiero di molti cittadini che da troppo tempo non si sentono sicuri e valutano queste iniziative utili solo all’esposizione mediatica e all’autopromozione dei soggetti che le organizzano”.

I grillini lamentano che nulla di “realmente incisivo” sia stato fatto, nonostante “la situazione criminale di Bitonto è ben nota da anni, tanto da meritare ogni volta una menzione nelle relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia […] Negli ultimi cinque anni, la città ha vissuto episodi analoghi a quello del 30 dicembre, in cui solo ed esclusivamente il caso ha voluto che non ci fossero vittime innocenti per strada”.

“Molti cittadini si chiedono, ormai da anni, come sia possibile che alcune situazioni di degrado alla luce del sole vengano sistematicamente tollerate, non solo nelle periferie, proverbialmente luogo di abbandono, ma anche in pieno centro di città - continua la nota - In particolare, il centro antico, che una miope propaganda ha voluto rappresentare come una parte di città finalmente “liberata”, nella realtà è divenuto un’enorme zona franca in cui si è amplificata e concentrata la domanda e l’offerta di droghe, che rappresentano uno dei principali affari dei clan locali. È noto a tutti che nel borgo antico esistono ancora interi settori praticamente inaccessibili ai semplici visitatori. Esiste una percezione di illegalità diffusa che pervade la quotidianità e che viene assecondata da un inspiegabile lassismo di tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio, comprese quelle che dipendono direttamente dal Sindaco”.

I Cinque Stelle non possono “nemmeno più accettare il protagonismo di un Sindaco impegnato costantemente a sfruttare anche gli episodi più drammatici che colpiscono la comunità per costruire un’immagine assolutamente artificiale di amministratore impegnato nel contrasto alla criminalità. È quanto accaduto anche in questa occasione, dove, durante un collegamento televisivo del servizio pubblico, il resoconto sul sanguinoso episodio di cronaca nera è stato improvvisamente trasformato in un indecoroso spot sull’amministrazione della città ed in particolare sulla figura del sindaco, diffondendo a suo riguardo informazioni che sembrerebbero prive di fondamento, come la circostanza secondo cui egli avrebbe in passato rifiutato la scorta. Ci preme, a questo punto, accertare la verità perché, se così fosse, si tratterebbe di un inaudito atto di sciacallaggio”.

“Va piuttosto ricordato che, all’indomani dei gravi fatti dell’estate 2013, sopra citati, alcune azioni significative annunciate con clamore dal sindaco attraverso gli organi di stampa, sono state immotivatamente accantonate, ignorando la volontà dello stesso consiglio comunale e della cittadinanza - prosegue la nota - Inoltre, da un confronto avvenuto più di un anno fa tra il Prefetto e il nostro portavoce in Parlamento Francesco Cariello, è emerso che il sindaco, convocato nei vari comitati per l’ordine e la sicurezza, abbia rappresentato una situazione di Bitonto non diversa da quella di tutta l’area metropolitana, rassicurando gli interlocutori sulla rinnovata vivibilità della piazza bitontina. Non riteniamo che il comitato sia il luogo adatto per fare promozione della propria attività amministrativa, nascondendo la polvere sotto il tappeto, quanto piuttosto la sede dove rappresentare la realtà delle cose, affinché le risorse destinate alla sicurezza fossero gestite in maniera mirata al contrasto e alla prevenzione dei fenomeni criminali”.

Definendo la manifestazione “una passerella politica”, il Movimento si auspica che “la gente scenda per strada e manifesti davanti le sedi istituzionali, non per fare da tappezzeria a iniziative inutili e strumentali, ma per rivendicare con consapevolezza il diritto a vivere in una città in cui non si rischi di morire incolpevolmente per mano della malavita”.

“Non sappiamo se tutti abbiano compreso la gravità di quanto accaduto: una persona innocente, all’uscita dalla messa mattutina, è stata ammazzata per strada, nel bel mezzo di un conflitto a fuoco. E poteva succedere a chiunque di noi” è la conclusione della nota.