Il Consiglio Comunale di Bitonto chiede che la Città Metropolitana ritiri la proroga alle autorizzazioni per la discarica Fer. Live

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica, Cronaca
16 gennaio 2018

Il Consiglio Comunale di Bitonto chiede che la Città Metropolitana ritiri la proroga alle autorizzazioni per la discarica Fer. Live

Ieri seduta monotematica a Palazzo di Città alla presenza di numerose associazioni

In una seduta replica di quella tenutasi a Terlizzi lo scorso novembre, il Consiglio Comunale di Bitonto ha approvato un atto di indirizzo con cui chiede che la Città Metropolitana di Bari ritiri la proroga della procedura di V.I.A. al progetto Fer.Live.

Palazzo Gentile, così, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, atteso per la prossima primavera, promuove una nuova azione ad opponendum nel contenzioso che la vede impegnata dal 2013 sul fronte della discarica di materiali ferrosi da realizzare in contrada Colaianni.

L’atto è stato approvato a conclusione di un Consiglio che ha visto un’ampia partecipazione di associazioni e comitati cittadini, assieme a quelli di Terlizzi, accompagnati dal sindaco Ninni Gemmato, che ha voluto fortemente presenziare alla seduta celebrata ieri. 

La discussione è stata aperta dal consigliere di Città Democratica Francesco Brandi che ha definito il progetto “incoerente con la pianificazione urbanistica della città” e lontano “dai modelli di sviluppo sostenibile ed ecologico”. Seguito da Carmela Rossiello di Forza Italia che ha tracciato una lunga storia del progetto, presentato già nel 2011, menzionando alcune criticità come la presenza del trattamento del fluff (che compare in alcune parti delle schede tecniche del progetto), dall’alto potenziale inquinante, alle tipicità dell’area, sottolineate anche dal piddino Gaetano Bonasia, contrario per tutelare un’area olivicola caratterizzata dalla coltivazione biologica e dal marchio DOP.

La parte più corposa del Consiglio è stata destinata alle relazioni delle associazioni ambientaliste che in massa hanno esplicitato il proprio “no” al progetto. Presente in aula anche l’ingegner Diamanti, funzionario della Città Metropolitana, che ha spiegato le ragioni della proroga concessa dall’ente di area vasta, dovuta per evitare futuri contenziosi milionari, “ma che non aggiunge nulla al progetto rispetto al passato”