Droga. I controlli non scoraggiano i giovani e la domanda rimane alta

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca, Inchieste
15 gennaio 2018

Droga. I controlli non scoraggiano i giovani e la domanda rimane alta

Come è cambiata la vendita degli stupefacenti dopo le operazioni delle forze dell'ordine

Dopo la morte dell’84enne Anna Rosa Tarantino, vittima innocente di una sparatoria tra clan rivali avvenuta lo scorso 30 dicembre nei pressi di Porta Robustina, i controlli sulle piazze dello spaccio sono notevolmente aumentati, grazie al piano predisposto dal ministro Marco Minniti che ha destinato circa un centinaio di uomini al presidio del territorio bitontino.

L’intensificazione delle ispezioni ha condotto fin da subito a risultati notevoli, infatti – sino ad ora – sono state identificati e smantellati quattro distinti market della droga: i primi tre ubicati nel centro storico cittadino a via San Luca, nei pressi di Porta Robustina e nei vicoli ubicati tra via Maggiore e via Solferino; mentre l’ultimo è nella zona 167 a Via Pertini, poco distante dal comando locale dei Carabinieri. Diversi anche i pusher bitontini scoperti in flagranza di reato e tratti in arresto dalle forze dell’ordine, alcuni operanti proprio nelle “centrali dello spaccio” con sistemi di videosorveglianza e di sicurezza di alto livello

Tuttavia, dopo i sensazionali rinvenimenti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza sembrerebbe che in alcune piazze si sia dapprima continuato a vendere sostanze stupefacenti adottando nuovi sistemi di sicurezza - come il ritorno ad un numero impressionante di vedette, spesso confuse tra i residenti - o spostandosi in altre zone, attigue alle precedenti, per farsi beffe dei controlli. Sino a quando è stato possibile. “Sino a qualche giorno fa siamo riusciti a comprare la nostra classica stecca di marijuana senza grossi impedimenti – spiegano Antonio e Michele (nomi di fantasia, ndr) ai taccuini di BitontoTvSiamo stati molto attenti, anche perché frequentiamo lo spaccio vicino a Porta Robustina, che dopo l’aumento dei controlli si è spostato, e dove per le forze dell’ordine arrivare è molto più difficile. Però, nonostante questi piccoli intralci, siamo riusciti nel nostro intento”. 

Anche Alberto, assiduo frequentatore dei mercati illegali ubicati a Bitonto, conferma quanto soprariportato: “Anche io sono riuscito a comprare tranquillamente, solo che ho notato un’intensificazione dei controlli da parte di vedette sparse per il centro storico”. “La paura delle forze dell’ordine si sente – rivela Antonioperché chiunque continui a vendere della roba teme per la sua incolumità e ci suggerisce di nasconderla bene e stare attenti evitando le vie principali”.

Sembra che il traffico sostanze illecite continui, benché drasticamente ridotto nell’ultime ore, e che l'appello alla denuncia lanciato durante il sit-in dello scorso 2 gennaio e l’invito del primo cittadino Michele Abbaticchio a “dire basta a questa maledetta droga e denunciare in qualunque forma i luoghi in cui stanno lasciando merce illegale (o armi), perché non esistono stupefacenti leggeri o pesanti: esiste merce che fornisce soldi alla mafia o no” non siano stati accolti dalla fetta più giovane della cittadinanza.

“Non sono d’accordo con il Sindaco perché non si può combattere questo fenomeno invitando i cittadini a non consumare più droga – commenta AlbertoTroppo semplice se fosse così, perché tutto questo mercato sarebbe scomparso tanti decenni fa. Invece, se continua ad esistere è perché c’è una fiorente domanda ed è ovvio che a nessuno piace finanziare la mafia, ma è l’unico modo che abbiamo per acquistare droga a poco prezzo”.

In ogni caso, il timore di rischiare la propria incolumità per un “semplice spinello” da fumare in compagnia è alto e per Antonio: “Il gioco non vale la candela. So solamente che non andrò più a prenderla perché è troppo rischioso”. Dello stesso avviso è Michele: “È da pazzi andare ad uno spaccio in questi tempi, è come se andassi a costituirti”, ironizza.

Ma se gran parte degli assidui consumatori di marijuana ha deciso di disertare le storiche piazze di spaccio locali perché giudicate troppo pericolose, le soluzioni alternative non mancano. Come rivolgersi a venditori “privati” o spostarsi nei comuni limitrofi: “Andare da un privato è l’unica soluzione che mi fa sentire un po’ più sicuro, perché così posso evitare tutti quei luoghi colmi di pattuglie” afferma Alberto. “Io preferisco andare a Palo del Colle o Giovinazzo – controbatte Gianlucaanche lì sono riuscito a trovare roba buona”. Difficile fermare la vendita tra “privati”, spesso incensurati e insospettabili - da sempre inviso alla criminalità organizzata, che negli ultimi anni aveva adottato anche soluzioni “concorrenziali”, con la vendita delle dosi di hashish a cinque euro. 

Così, nonostante le operazioni delle forze dell’ordine stiano assestando colpi importanti ai signori della droga, lo stupefacente rimane sul mercato e la domanda rimane costante. “Fin quando ci saranno consumatori di erba, ci sarà gente pronta a tutto per venderla ed arricchirsi: è inevitabile – riferisce Gianluca – anzi, rivolgersi a dei privati è ancora più pericoloso perché non si sa mai cosa aspettarsi e i prezzi d’acquisto sono tutti sballati”.