Scuola, SOS del ‘Don Tonino Bello’: ‘lasciateci l’autonomia’

Sabino Paparella, Savino Carbone
di Sabino Paparella, Savino Carbone
Cronaca
12 dicembre 2017

Scuola, SOS del ‘Don Tonino Bello’: ‘lasciateci l’autonomia’

Una petizione di palmaristi e mariottani per chiedere una deroga alla legge sul dimensionamento. Ma le frazioni non sono una ‘piccola isola’

Sono più di mille, tra Palombaio e Mariotto, i firmatari della petizione popolare con la quale le frazioni lanciano un grido d’allarme per chiedere a chi di dovere di preservare l’autonomia dell’Istituto Comprensivo “Don Tonino Bello”, che raccoglie le scuole delle due comunità, dall’infanzia alla secondaria di primo grado. A confermare i numeri è Giuseppe Toscano, candidato tra le fila di “Tra la Gente con Michele Abbaticchio” alle ultime elezioni amministrative e, soprattutto, presidente uscente (appena confermato come membro per il prossimo triennio) del Consiglio di Istituto del “Don Tonino”, che sulla vicenda ha deliberato in conformità alla petizione dei cittadini, esercitando la propria prerogativa consultiva nei confronti dell’Ufficio Scolastico Regionale. “Una petizione – racconta Toscano – promossa dal Comitato di Quartiere di Palombaio e dall’Associazione Mariotto Libera nello scorso maggio, e consegnato all’Amministrazione già prima delle elezioni”. Le quali elezioni – bisogna aggiungere – hanno visto l’affermazione di ben tre consiglieri comunali di maggioranza legati alle frazioni, Arcangelo Putignano, Gaetano De Palma e Marianna Legista, consolidando un potere di contrattazione anche elettorale rispetto al quale il Sindaco Abbaticchio non può rimanere indifferente.

La richiesta di palmaristi e mariottani scaturisce da un’incombenza legislativa, che rischia di rimettere in discussione lo status delle scuole delle frazioni. La Legge di Stabilità del 2012 (n. 183/2011), infatti, fissa a 600 alunni il tetto minimo per riconoscere di fatto l’autonomia di una istituzione scolastica, con conseguente assegnazione di un dirigente e di un direttore S.G.A. propri. In assenza di tale bacino di utenza è inevitabile, a norma di legge, che la scuola venga accorpata ad altro istituto, perdendo sostanzialmente la centralità amministrativa e finendo “alle dipendenze” di un dirigente ed un direttore amministrativo collocati altrove. 

Da tempo, tuttavia, i sette plessi delle frazioni (tre scuole dell’infanzia, due primarie e due secondarie di primo grado) non sembrano in grado di riuscire a garantire pienamente tali numeri, tanto che la prima Giunta Abbaticchio ad essi aveva accorpato, già negli anni scorsi, anche un plesso bitontino di scuola dell’infanzia (sede di via Ammiraglio Vacca). Quest’ultima soluzione di “galleggiamento”, però, pare dimostrarsi ancora insufficiente, lasciando gravare un’ipoteca fatale sul futuro dell’Istituto, che negli ultimi anni ha già visto concretizzarsi l’instabilità organizzativa dovuta all’avvicendamento, al ritmo di uno all’anno, di diversi dirigenti reggenti, in condominio con altre scuole.

La preside attualmente in carica, Rosaria Giannetto, arrivata solo da qualche mese, si dice ottimista sull’esito delle pressioni politiche esercitate con la petizione e la delibera di Consiglio di Istituto: “Ho trovato – dice – una buona disponibilità da parte dell’Amministrazione Comunale e francamente speriamo che l’Istituto non venga accorpato, perché questa situazione altalenante non premia la didattica”. “Se proprio ci dovesse essere l’accorpamento – aggiunge la dirigente – preferirei che le frazioni continuassero ad avere gli uffici e la segreteria”

La cronica insufficienza dei numeri, tuttavia, non può non suscitare degli interrogativi sullo stato di salute delle scuole di Palombaio e Mariotto, suggerendo l’idea che, in concomitanza con il calo demografico, ad incidere possa essere anche la mancanza di fiducia nei confronti del proprio Istituto di alcuni degli stessi residenti delle frazioni, che preferiscono talvolta iscrivere i propri figli direttamente a Bitonto. Ma sull’indubbio calo di iscrizioni la dirigente non ammette alcun addebito: “Non credo sia legato agli standard di didattica. In tutti i plessi dell’Istituto ho un livello qualitativo di docenti e ragazzi molto alto, come dimostrano i dati Invalsi, che, al netto del bassissimo cheating [il “sabotaggio” dei test incentivato dagli stessi docenti, ndr], sono al di sopra della media nazionale. Anzi, probabilmente l’alta qualità della formazione è dovuta proprio alla dimensione ridotta dell’Istituto. Sono piuttosto alcuni fattori sociali che incidono maggiormente sul calo di iscrizioni. Certo l’isolamento non paga, né la discontinuità di alcuni docenti, che scelgono di cambiare scuola per il collegamento disagevole delle frazioni”.

La battaglia per l’autonomia promette ora di trasferirsi sul piano politico. Già nella seduta di ieri il Consiglio Comunale aveva calendarizzato la presa d’atto della petizione. La discussione, però, è stata rinviata alla prossima riunione. Si tratterà del primo delicato compito affidato alla neo-assessora Angela Saracino, anch’ella, proprio come Toscano e come il giovanissimo delegato Sindaco di Palombaio Putignano, componente della lista “Tra la Gente con Michele Abbaticchio”. 

Il bivio che, dal punto di vista amministrativo, si pone a questo punto alla Giunta Abbaticchio è se affrontare il dimensionamento scolastico delle frazioni come una questione a sé stante, provando ad esercitare pressioni in Regione nell’interesse del solo Comprensivo “Don Tonino Bello”, come vorrebbero gli estensori della petizione; o se invece cogliere l’occasione per mettere mano ad un più complessivo riordino territoriale degli accorpamenti dei plessi scolastici di Bitonto, Palombaio e Mariotto.

Certo è che la richiesta specifica avanzata da palmaristi e mariottani con la petizione – quella di una deroga alla normativa sul dimensionamento scolastico vigente, in virtù del riconoscimento di uno specifico “contesto di disagio socio-economico” – pare difficilmente accoglibile. La legge, infatti, annovera come unici casi meritevoli di deroga alla soglia dei 600 alunni le “piccole isole”, le “comunità montane” e le “aree con specificità etnica e linguistica”. A meno di grossi sforzi di fantasia, però, è difficile immaginare Palombaio come un’isola o Mariotto come un villaggio di montagna. Anche se, su questo fronte, la preside Giannetto non risparmia una stoccata all’Amministrazione Comunale, parlando di “un territorio e di una scuola particolarmente complessa, con otto plessi, senza servizi ottimali dal punto di vista dei collegamenti e della logistica”.

L’unica soluzione concretamente percorribile per “salvare” il don Tonino, in fin dei conti, dovrebbe essere quella di un ulteriore accorpamento di plessi bitontini – ipotesi, questa, teoricamente nelle possibilità dell’Amministrazione Comunale, ma che concretamente essa dovrebbe far “digerire” ad altri docenti bitontini, imponendo loro dall’alto trasferte per le mansioni amministrative.