Guerra di mala. Arrestati due pregiudicati con l'accusa di tentato omicidio

di La Redazione
Cronaca
07 dicembre 2017

Guerra di mala. Arrestati due pregiudicati con l'accusa di tentato omicidio

Si tratta di N.L. e Giuseppe Cassano. Gli investigatori: 'Indagini in un clima omertoso'

A circa due anni di distanza dai fatti contestati, il G.I.P. del Tribunale di Bari, in ottemperanza alle disposizioni emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha emesso due ordinanza di custodia cautelare in carcere ai danni di altrettanti pregiudicati, direttamente coinvolti nelle sparatorie intercorse tra agosto e ottobre 2015. Nelle scorse ore gli uomini della Polizia di Stato hanno arrestato N.L., classe ’97, e notificato il provvedimento al 39enne Giuseppe Cassano, già detenuto.

I due sono ritenuti responsabili, a vario titolo, della commissione di due tentativi di omicidio e di porto illegale di armi da fuoco, con l'aggravante di aver commesso i reati con l'utilizzo del metodo mafioso. I fatti, come già scritto, risalgono a due anni fa, quando una serie di episodi criminosi terrorizzarono la comunità, timorosa di trovarsi davanti ad una nuova e violenta faida criminale per il controllo dello spaccio e del racket delle estorsioni. 

Dalle indagini svolte dagli uomini del locale Commissariato, in sinergia con la Squadra Mobile di Bari, è emerso che ad nell'agosto 2015 sarebbe stato il presunto boss Giuseppe Cassano ad attentare alla vita di un noto pregiudicato bitontino - ritenuto al vertice di uno dei clan rivali -, non esitando ad esplodere numerosi colpi d'arma da fuoco tra la gente all'indirizzo di quest'ultimo, che solo per un puro caso scampò all’agguato. Nei giorni seguenti Cassano fu fermato nei pressi della sua abitazione, in via Crocifisso, con una mitraglietta Skorpion. 

N.L., invece, avrebbe partecipato all’assalto del 18 ottobre, quando, in occasione dei festeggiamenti in onore dei Santi Medici Cosma e Damiano, nei pressi del “luna park” affollato di gente, non avrebbe esitato ad esplodere numerosi colpi d’arma da fuoco attentando alla vita di un altro pregiudicato bitontino, raggiunto da numerosi proiettili. Nella circostanza uno dei colpi esplosi aveva provocato anche il ferimento, fortunatamente lieve, di un passante.

Le immediate indagini seguite agli eventi, avvenute - hanno sottolineato gli investigatori - in un clima omertoso per la pericolosità dei soggetti e le loro spiccate propensioni criminali, hanno permesso di fare luce sugli accadimenti attribuendo specifiche responsabilità agli autori di tali gravi fatti inquadrati in un più ampio contesto mafioso.