Quando il boss Totò Riina raccontò di volersi trasferire a Bitonto

di La Redazione
Cronaca
18 novembre 2017

Quando il boss Totò Riina raccontò di volersi trasferire a Bitonto

La storia del soggiorno in città del Capo dei Capi, durante il processo celebrato a Bari nel 1969

Totò Riina, lo storico boss di Cosa Nostra, si è spento la nella notte tra giovedì e venerdì. Il Capo dei Capi, figura simbolo della malavita organizzata siciliana, è morto dopo 24 anni di carcere, passati sotto il regime di 41bis.

Pochi sanno che il nome di Riina è stato più volte associato alla città di Bitonto. Un articolo di BitontoTV, firmato nel 2009 da Francesco Paolo Cambione, racconta del soggiorno del boss nel Comune pugliese nel 1969. Nel giugno di quell’anno, infatti, Riina si trovava in Puglia per partecipare alle udienze del processo che fu celebrato a Bari a seguito della prima Guerra di Mafia e che vedeva alla sbarra 64 imputati, tutti di Corleone. 

Durante una delle deposizioni rese in aula a Palermo negli anni '90, il capomafia raccontò dell’intenzione di trasferirsi a Bitonto - “dopo il processo (del 1969, ndr) volevo fermarmi a Bitonto per fare l’agricoltore lì” - arrivata a seguito di un piccolo soggiorno, trascorso, secondo alcuni, al vecchio Hotel Nuovo, sotto falsa identità, per altri, invece, in una casa affittata. “Una vera dichiarazione d'amore per la città dell'olio che probabilmente aveva ben accolto il boss - scrive Cambione - e lo aveva ben impressionato tanto da fargli prendere in considerazione l'idea di lasciare l'amata Sicilia e trasferire in Puglia la sua residenza e probabilmente i suoi traffici”. 

La storia e la cronaca nera degli anni ’70 e ’80, tuttavia, testimoniano come i propositi di Riina non andarono a buon fine. Dopo l'assoluzione, Riina rimase con il boss Luciano Liggio a Bitonto, ma il Tribunale di Palermo emise un'ordinanza di custodia precauzionale nei loro confronti: tornò a Corleone, dove venne arrestato e gli venne applicata la misura del soggiorno obbligato. Dopo la scarcerazione fu emesso un foglio di via a suo carico, che divenne il pretesto per la lunga latitanza, conclusasi nel 1993.