PD. Il segretario Naglieri: 'Apriamo una stagione nuova. Sinora il partito dilaniato da divergenze sulle persone'

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
03 novembre 2017

PD. Il segretario Naglieri: 'Apriamo una stagione nuova. Sinora il partito dilaniato da divergenze sulle persone'

La nuova guida dem lancia la sfida. Obiettivo riunire il centrosinistra: 'Nelle prossime settimane una conferenza aperta a tutti'

48 anni, commercialista, cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme, già delegato dell’ordine equestre a Bitonto. Michele Naglieri è il volto nuovo alla guida del Partito Democratico di Bitonto, eletto per acclamazione durante il congresso dello scorso 21 ottobre. A capo di un esecutivo e coadiuvato da un coordinamento in cui sono rappresentate un pò tutte le anime del centrosinistra - se si escludono i partiti, ci sono tutte le correnti interne ai dem e alcuni esponenti del civismo abbaticchiano -, il neo segretario avrà l’arduo compito, dopo tre sconfitte consecutive alle Amministrative, di fare sintesi e riunire l’area progressista locale, in vista dei prossimi appuntamenti politici. Obiettivo: trasformare il PD in un hub, un cantiere per programmare il futuro e cominciare a immaginare le sfide amministrative del dopo Abbaticchio. Un impegno gravoso, che tuttavia non sembra spaventare Naglieri, felice di poter aprire quella che definisce la fase di “costituenda sinistra”

 

Naglieri, dopo quasi dieci anni esecutivo e coordinamento hanno accolto una rappresentanza molto variegata. Fa strano pensare che la sua elezione a segretario sia arrivata a mozione unica, indicata per acclamazione. 

Siamo arrivati a questa composizione dopo un intenso confronto tra le correnti interne del partito, in cui tutti hanno avuto spazio. Del resto all’interno del PD non ci sono mai state diversità di vedute politiche ma soltanto di metodo.

 

Qualcuno sostiene che l’esito congressuale sia il frutto di una spartizione tra diverse cordate: Sicolo, il Fronte Democratico di Intini, gli ex DS, l’intera area abbaticchiana. In questo senso sarebbe stata esclusa la base.  

Non sono d’accordo. Noi abbiamo dato sintesi alla base perché la candidatura unica mi p apparsa innovativa e non poteva non venire da un partito che ha scelto di mettersi in discussione e aprire un confronto interno. Probabilmente c’è stato un cortocircuito comunicativo, ma le assemblee sono state convocate e c’è stata partecipazione. Le correnti interne hanno fatto prevalere il buonsenso. Personalmente ritengo sia una vittoria per il PD, che ha dato la possibilità di dire: “Guardate, la pensiamo così e abbiamo fatto sintesi”.

 

La scorsa primavera Michele Naglieri è stato il simbolo di un Partito Democratico che è stato costretto a ripensare se stesso dopo la fuga di diversi esponenti. Alle Amministrative la “Pescara” presentò una lista con tanti volti nuovi, che forse non aiutò il risultato elettorale, ma rappresentò un primo passo verso la rifondazione che sta partendo in queste settimane.

Esattamente. L’esperienza delle Amministrative è stata fondamentale e non va dispersa. Intendo coinvolgere tutti coloro che si candidarono. Uno degli obiettivi della mia segreteria è la creazione di commissioni interne di studio su tutti i settori - dal sociale alla cultura - aperte ai tesserati e non, agli altri partiti e alle liste civiche, sino alle istituzioni. Vorrei che fossero i candidati alle scorse Amministrative ad organizzare e guidare il lavoro di questi gruppi.

 

Tutte le ricostruzioni partono con un’attenta analisi della sconfitta. E la storia recente del PD è piena di sconfitte a livello comunali.

Certo, non ho paura di dire che il Partito Democratico ha perso le elezioni. E le motivazioni è solo una: il partito è troppo impegnato a discutere riguardo divergenze sulle persone. Non sulle idee, ma proprio sulle persone. Sono abbastanza sicuro che per questo il PD è stato allontanato dal governo di questa città.

 

Bisogna superare i conflitti personali per rilanciare il partito?

Se io la penso come “Città Democratica” o come “Progetto Comune - Viviamo la Città” o qualsiasi altra realtà di centrosinistra, che ha un percorso non differente dal mio, perchè non incontrarsi e dire “Bene, possiamo percorrere assieme questa strada?”. Non mi interessano le modalità, ma se una lista civica si riconosce nelle idee dem perchè non stare assieme?

 

Quali sono i punti programmatici della sua segreteria?

È ancora presto per le linee, perché segreteria e coordinamento stanno per insediarsi. Ma posso dire già da subito che intendo improntare il mio mandato sul confronto e l’ascolto, all’interno di un nuovo processo di scrittura. Il partito deve essere il contenitore all’interno del quale far conferire quanto di più bello e buono la città possa esprimere in termini di intelligenza culturale e politica. Dobbiamo riportare Bitonto allo splendore che ha sempre avuto. E poi c’è il progetto di “costituenda sinistra”.

 

Cioè?

Il percorso di apertura di cui prima. Se la segreteria sarà d’accordo intendo lanciare nelle prossime settimane una conferenza della sinistra cittadina. Quello che dice da settimane Giovanni Procacci è vero, condivido il suo pensiero sul civismo. L’apertura all’associazionismo deve fare da faro in questo momento storico in cui si cerca di fare sintesi.

 

Il confronto con il mondo civico non può prescindere dalla figura del sindaco Michele Abbaticchio.

Non ho ancora incontrato il Sindaco, lo farò dopo insediamento. Abbaticchio non è un nemico del PD, quando farà buona attività amministrativa non avremo difficoltà ad appoggiare i suoi atti e saremo pronti ad opporci quando non condivideremo le scelte di governo. Ovviamente se il suo modo di pensare rappresenterà l’arcipelago di civismo mi sembra naturale che su molte questioni potremo pensarla alla stessa maniera.

 

Come potrebbe evolversi questo rapporto?

Dobbiamo fare fusione? Assolutamente no. Magari rivediamo i programmi e visto che le idee non sono distanti facciamo sintesi. Ma non vogliamo nulla che abbia a che fare con l’attuale governo. Inoltre ci sono il PSI, Sinistra Italiana, “Insieme per la Città”, il tavolo di confronto va concordato anche con loro. 

 

Come vede il PD e il centrosinistra di qui ai prossimi anni?

Dovremo essere in grado di esprimere un consigliere regionale e un esponente a Roma. Non ho paura.

 

E se non dovesse farcela?

Se non avremo un centrosinistra unito avrò fallito.