Il Lubec propone di destinare fondi ai Comuni non vincitori del bando Capitale Italiana della Cultura

di La Redazione
Cultura e Spettacoli
21 novembre 2017

Il Lubec propone di destinare fondi ai Comuni non vincitori del bando Capitale Italiana della Cultura

Bitonto alla finestra. Il progetto prevede lo sblocco di risorse per realizzare parte delle progettualità presentate durante la fase di candidatura

Un emendamento alla finanziaria per il 2018 potrebbe consentire a Bitonto di accedere a fondi dedicati alla cultura qualunque sia l’esito della procedura di selezione per la Capitale Italiana della Cultura 2020.  In una lettera indirizzata direttamente al MiBaCT, la rete del Lubec, la rassegna sulla valorizzazione dei patrimoni culturali, che ogni anno si tiene a Lucca, ha chiesto di sostenere i Comuni non vincitori che hanno partecipato al bando per la Capitale.

La proposta è stata formulata sotto forma di emendamento e prevede che i 31 Comuni giudicati idonei dalla commissione accedano a finanziamenti per realizzare parte della progettualità presentata nella candidatura, qualunque sia l’esito finale del bando. L’idea riguarda da vicino anche la nostra città, candidata per la selezione 2020, inserita tra la rosa di territori che hanno presentato un progetto congruo con le indicazioni del Ministero. 

Nello specifico, il Lubec ha chiesto che vengano stanziati fondi per realizzare “parte degli investimenti previsti nei relativi dossier, se ritenuti di particolare interesse, anche per essere inseriti in più vasti progetti di rete, come ad esempio i cammini” - Bitonto è inserita nei percorsi di Via Francigena. 

“Tale possibilità senza aggravio per la finanza pubblica - si legge nella lettera indirizzata a Roma - potrebbe essere consentita attraverso l’ammissione a una corsia preferenziale per accedere ai benefici previsti dall' art. 1 comma 485 della legge 232/2016. Detto articolo prevede che ‘Al fine di favorire gli investimenti, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al debito, per gli anni 2017, 2018 e 2019, sono assegnati agli enti locali spazi finanziari nell'ambito dei patti nazionali”.

Il Lubec ha proposto che l’utilizzo dei fondi venga esteso sino a “5 milioni destinati a progetti di rete, elaborati da Comuni, diversi dai vincitori, che hanno partecipato alla candidatura di Capitale Italiana della Cultura. Per progetti di rete si intendono quelli collegati da elementi comuni, presenti nei rispettivi dossier, proposti sotto una dizione unitaria ed elaborati d'intesa da due o più Comuni"

Nel frattempo l’iter per l’individuazione della Capitale 2020 va avanti. A dicembre dovrebbero arrivare i nomi dei dieci Comuni finalisti, su cui la giuria, nominata nei giorni scorsi, dovrà pronunciarsi. Entro il 31 gennaio la scelta finale.