Il Consiglio Comunale di Terlizzi si impegna a tutelare il territorio dal progetto di discarica Fer. Live

di La Redazione
Politica, Cronaca
07 novembre 2017

L'assise approva un documento in seduta monotematica. Durante l'assemblea interventi del sindaco Abbaticchio e dei comitati

Il Consiglio Comunale di Terlizzi ha approvato nella serata di ieri un documento in cui si impegna a tutelare il territorio nella vicenda Fer.Live. La massima assise della cittadina si è riunita in seduta monotematica per discutere riguardo il progetto di discarica in contrada Colaianni, in una zona dell’agro di Bitonto molto vicina al territorio di Terlizzi e in particolare del borgo Sovereto. 

Il consiglio terlizzese ha approvato un documento con cui ha dato mandato al sindaco Ninni Gemmato e alla Giunta Comunale di porre in essere tutte le azioni possibili per tutelare il territorio agricolo, il tessuto produttivo d’ambito e la salute dei cittadini. A preoccupare l’emiciclo è stata sia la vicinanza della cava interessata dal progetto a Sovereto, aggregato urbano medievale, ma anche alle vaste porzioni di territorio coltivate.

Tra le azioni che il Comune di Terlizzi potrebbe intraprendere nelle prossime settimane ci potrebbe essere addirittura un intervento in sede giudiziaria ad audiuvandum, come è stato richiesto a gran voce da alcuni consiglieri. Magari proprio nel procedimento che vede coinvolta Fer.Live e diversi enti pubblici, tra cui il Comune di Bitonto, davanti al Consiglio di Stato, apertosi dopo il respingimento del ricorso della società da parte del Tar Puglia.  

La seduta di ieri è stata aperta dagli interventi delle istituzioni e delle realtà associative bitontine, tornate a mobilitarsi dopo che la Città Metropolitana ha concesso una proroga alla procedura di V.I.A. rilasciata al progetto. Il sindaco di Bitonto, Michele Abbaticchio, ha ricostruito, assieme al funzionario dell’ente metropolitano, l’ingegner Diamanti, la storia amministrativa, nata nel 2011, sottolineando come Palazzo Gentile, che ha già vinto al Tar Puglia, si sia da sempre schierato contro il progetto. Per di più il Comune di Bitonto ha promosso una azione ad opponendum al nuovo ricorso presentato dalla società, che avrebbe spinto nelle scorse settimane l’ente barese a concedere in autotutela la proroga. Abbaticchio, che comunque si è detto fiducioso in vista dell’udienza al Consiglio di Stato - in programma probabilmente il prossimo aprile -, ha sollevato alcuni dubbi riguardo la costituzione della società che, a detta del Sindaco, avrebbe cambiato più volte sede legale, tanto da rendere difficoltosa qualsiasi notifica. 

“Portiamo questa vicenda fuori dalle aule di tribunale e da quelle di consiglio - ha chiesto a gran voce Luca Matera, in rappresentanza del comitato bitontino contro Fer. Live, assieme a Claudio Gravinese di Mowgli—Colibrì - si tratta di un problema che potrebbe segnare le nostre vite e quelle dei nostri figli”. La battaglia è stata condivisa anche da “Puliamo Terlizzi”, rappresentata da Francesca Solitro, che ha illustrato le criticità della discarica: dal trattamento del fluff (che compare in alcune parti delle schede tecniche del progetto), dall’alto potenziale inquinante, alle tipicità dell’area, che presenta solchi erosivi a basamento calcareo-dolomitico (un pericolo per le falde acquifere). 

Associazioni e consiglieri, inoltre, hanno ricordato come già nel 2010 si parlava di una discarica simile a Bitonto, in relazione ad un progetto di una maxi Fonderia che i Maio della Blue Srl (che ha redatto il progetto Fer. Live) intendevano realizzare a Molfetta. Proprio una cava nel territorio compreso tra Bitonto e terlizzi sarebbe stata al servizio di tale insediamento industriale. Per questo l’assise ha chiesto all’Amministrazione di reperire informazioni sulla vicenda.

Non sono state poche le perplessità mostrate nei confronti della Città Metropolitana, nonostante il funzionario presente abbia a più riprese spiegato le motivazioni di autotutela che hanno spinto l’ente a rilasciare la proroga della V.I.A. (che da sola non basta a concedere l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto). Secondo l’avvocato Giovanna De Leo di Legambiente “la Città Metropolitana aveva piena legittimità a revocare la proroga, come ha fatto in un primo momento”. “Non capisco il silenzio dell’ente” ha commentato il consigliere regionale Domenico Damascelli, preoccupato per le eventuali ripercussioni negative della discarica in materia di ambiente e di agricoltura. 

 

In copertina il video della replica della seduta di Consiglio Comunale a Terlizzi