Sold out per la quinta replica di 'Miseria e Nobiltà' di 'Amici per la crepapelle'

Federica Monte
di Federica Monte
Cultura e Spettacoli
02 ottobre 2017
Photo Credits: Foto di repertorio: Lisa Fioriello

Sold out per la quinta replica di 'Miseria e Nobiltà' di 'Amici per la crepapelle'

L'opera è stata portata in scena al Teatro Traetta

Nel 1887 Eduardo Scarpetta scriveva Miseria e Nobiltà, commedia poi portata in auge dal genio napoletano Totò nel 1957, con una rivisitazione cinematografica affidata alla regia di Mario Mattoli, con Sophia Loren. 130 anni non sono bastasti a svilire la potenza del testo, pur rivisitato, allor quando la sua versione è una mistione di italiano e vernacolo godibilissima, portata in scena domenica 24 settembre al Teatro Traetta, dagli “Amici per la crepapelle”,  l’Associazione Culturale di cui è presidente Carlo Pice.

Anche la quinta replica si è svolta con il teatro colmo di spettatori, un ennesimo sold-out; segno della necessità impellente al riso, alla leggerezza. E quale modo migliore per dimenticare il tran tran della quotidianità se non attraverso la magia del teatro? L’adattamento del testo, eseguito da Tonino Colasuonno, è esemplare e tre ore sfuggono al tempo. 

La trama famosissima si snoda a partire dalle vicende miserevoli di casa Sciosciammoca nella quale ogni giorno ci si ingegna per trovare qualcosa da mangiare. Un po’ per pigrizia forse o un po’ per la stratificazione della società. Da una parte quindi la miseria, dall’altra la nobiltà – come suggerisce appunto il titolo – che subentra in casa attraverso il Marchese Eugenio, che per chiedere la mano di Gemma, chiede aiuto all’intera famiglia. Gemma infatti è figlia di Semmolone ex cuoco ormai arricchito. L’esigenza dell’inganno nasce ovviamente per questioni di sangue, perché giammai a mischiare il sangue blu con un altro flusso che non sia dello stesso colore. 

Chiaramente l’ilarità è assicurata, dalla menzogna, dalla falsità, dal sovraccaricarsi degli equivoci. La comicità non è mai volgare e rimane sempre fedele all’originale. La scenografia è ben curata, i personaggi sono tutti caratteristici e all’altezza del ruolo che ricoprono, e cosa ancor più importante sono divertenti. Alcune scene in particolare, come la chiusura del primo atto, sulle note del Sirtaki greco assicurano all’ensemble il consenso del pubblico. Da sottolineare le interpretazioni di Carlo Pice, Giovani Garofalo, Daniela Schiavone, Emanuele Giampalmo e Anna Damone, che per prestanza fisica e carisma si impongono sulla scena.

Quella svolta dagli Amici per la crepapelle, è un’operazione linguistica interessantissima, che senz’altro avvicina, il popolo – anche quello meno istruito – alla bellezza del teatro, proprio in virtù dell’utilizzo del vernacolo, perché alla resa dei conti, un’opera teatrale è tale, secondo i dettami aristotelici, se induce e stimola alla riflessione.