Nel weekend il congresso della sezione locale PD

Savino Carbone
di Savino Carbone
Politica
18 ottobre 2017

Nel weekend il congresso della sezione locale PD

Chi raccoglierà il testimone di Biagio Vaccaro?

Il congresso della sezione locale del Partito Democratico sarà celebrato il prossimo weekend. Gli iscritti dem saranno chiamati a rinnovare gli organi del partito in una fase politica molto delicata, complice la terza sconfitta consecutiva alle Amministrative, che ha costretto il segretario Biagio Vaccaro a rassegnare prima le dimissioni e poi ad accettare un ruolo da reggente.

Nonostante si tratti di un congresso dalla valenza strategica importantissima per il futuro del centrosinistra locale, nessun dibattito è stato aperto. Un clima atipico per una stagione congressuale chiamata a ricostruire sulle macerie di un centrosinistra frammentato ormai da sei anni.

Il confronto politico sta proseguendo a porte chiuse e vede almeno tre attori coinvolti: Gennaro Sicolo, in rappresentanza del mondo agricolo, alla guida dell’ala PD rappresentata in Consiglio Comunale da Gaetano Bonasia; Fronte Democratico, forte del risultato raggiunto da Silvano Intini lo scorso aprile, quando era in corsa per l’Assemblea Nazionale; l’ex area DS, riunita sotto i Vaccaro.

Alla finestra alcune delle forze che sostengono Michele Abbaticchio, come Città Democratica, che più di una volta ha lanciato segnali di apertura al PD, e chi la scorsa primavera ha preso le distanze dal partito, su tutti l’ex capogruppo in Consiglio Francesco Ricci

Sono in tanti a sostenere che domenica si opterà per una soluzione “interna” e che l’eventuale riconciliazione tra PD e il centrosinistra di governo non passerà da una presa della “Pescara”. In questo senso Sicolo e Fronte Democratico rappresenterebbero interlocutori graditi. In tre giorni dovranno essere sciolti tutti i nodi.

Intanto, l’ex senatore Giovanni Procacci è intervenuto sulle colonne del Corriere del Mezzogiorno, attaccando duramente il Partito, reo di aver “mantenuto la struttura dei vecchi partiti, fondata su tessere e sezioni, assolutamente inadatta ad interpretare il nuovo orizzonte”. “Sento di poter dire che il Pd di oggi non è certamente quello che allora sognammo […] il progetto per sua stessa natura richiedeva, da parte della classe dirigente, un atteggiamento di apertura, di accoglienza e di continua armonizzazione delle sensibilità. Una volontà di unire, dunque, non solo proclamata, ma necessariamente tradotta in una organizzazione di partito idonea ad assecondare tutto questo con una struttura a rete sostenuta anche da circoli tenutici”. Riflessioni che pesano, in un momento difatti molto complesso.