Il culto dei Santi Medici nel mondo

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cultura e Spettacoli, Inchieste
13 ottobre 2017
Photo Credits: Lisa Fioriello

Il culto dei Santi Medici nel mondo

Dalla Siria fino a New York, come i santi Taumaturghi sono amati dai fedeli

Siamo ormai alle porte della annuale festa esterna dei Santi Medici Cosma e Damiano e la città è tutta in fermento per le celebrazioni religiose e per la processione, una delle più lunghe di Bitonto, in programma domenica prossima. Avere però così vicini questi grandi esempi della fede ci può forse far dimenticare che Bitonto è solo una goccia nel mare. Il culto dei Santi Cosma e Damiano è lungamente attestato nella tradizione della Chiesa, d’Oriente e d’Occidente, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo. 

Sappiamo tutti che i Santi Medici erano “arabi”, santi orientali, nello specifico nati nel III secolo d. C. a Egea in Cilicia, una regione a cavallo tra l’attuale Turchia (Armenia) e la Siria. Ma come il culto dei Santi Medici è cresciuto e si è diffuso in tutto il mondo? Il culto dei santi, in particolare quello dei martiri, è una delle prime espressioni di religiosità dei fedeli della Chiesa delle origini. Il martire è considerato un “campione della fede”, un esempio da seguire, ma anche un fido intercessore presso Dio per l’uomo che vive ancora del mondo, che può essere chiamato anche lui a testimoniare la fede in Cristo con il dono totale ed estremo della vita. Per questo, contestualmente a quelle legate a Cristo, che sono distribuite nel corso dell’anno, iniziano a diffondersi le feste dei santi martiri, momenti in cui la comunità orante si ritrova nel culto di un santo protettore e guida, festeggiato nel giorno del dies natalis, cioè la data della morte e nascita al cielo.  

Per quanto riguarda i Santi Cosma e Damiano, è a Ciro in Siria che la tradizione colloca il primo tempio loro dedicato, in cui erano conservati i resti mortali dei due santi Taumaturghi fino, quasi certamente, al 562. Altre chiese dedicate ai santi Fratelli sorsero, nei secoli IV e V, in Panfilia, in Cappadocia, ad Edessa e a Costantinopoli, dove si ebbero quattro basiliche erette in loro onore. Quella più famosa e più bella era però quella di Ciro, soprattutto dopo che l’imperatore Giustiniano I, guarito per loro intercessione da un male incurabile, volle ricostruire la chiesa preesistente per farne un santuario che accogliesse nuovi e più pellegrini.

Negli ultimi anni del V e nei primi del VI secolo, per opera dei commercianti e in modo particolare dei monaci basiliani, il culto dei Santi Medici si diffuse anche in Occidente. Papa Simmaco (498 - 514) eresse vicino a Santa Maria Maggiore una cappella loro dedicata, mentre papa Felice IV (526 - 530), in due edifici di epoca imperiale, la Bibliotheca pacis nel foro di Vespasiano e il tempio del divo Romolo, riadattati a luogo di culto cristiano, fece costruire la famosa Basilica dei Santi Cosma e Damiano.  

Già papa Felice IV portò a Roma alcune importanti reliquie dei due santi, ma solo con Gregorio Magno (590 - 604) avvenne la completa traslazione dei corpi dei due fratelli medici, insieme a quelli dei loro tre fratelli Antimo, Leonzio ed Euprepio, compagni con loro del martirio, a Roma nella loro Basilica. 

Da Roma, le reliquie dei due santi Anargiri si sono diffuse in Italia e nel resto dell’Europa. All’inizio c’è un primo nucleo di reliquie che venne portato in Germania, a Brema, per poi essere destinate nel XVII secolo a Monaco di Baviera, alla Chiesa di San Michele, dove sono ancora attualmente conservati i teschi dei due santi.

Altro centro in cui erano presenti le reliquie dei Santi Medici è la Francia, quando Jean de Beaumont, nobile francese, di ritorno dalla guerra santa, nel 1170 circa, portò dalla Palestina alcune reliquie dei santi Taumaturghi. Una parte di queste furono portate a Luzarches, città poco distante da Parigi, e un’altra nella capitale parigina. Proprio a Parigi, re Luigi IX istituì nel 1255 la prima Confrérie de Saint-Côme et de Saint-Damien, poi divenuta Collegio di Chirurgia, per molto tempo l'unica scuola chirurgia in Europa. Purtroppo nel 1791 il reliquiario di Luzarches è andato distrutto in seguito ai fatti della rivoluzione francese.

Anche fuori dall’Europa troviamo diversi centri in cui è diffuso il culto dei santi Medici. È presente in Brasile, dove i Santi Cosma e Damiano sono venerati per il loro potere taumaturgico, in Argentina, nella parrocchia di San Juan Evangelista di Buenos Aires, dove il culto dei santi è legato ad un intervento straordinario a favore di un giovane, nel XX secolo, di nome Giovanni de Valenziano. Ottenne la grazia implorata dalla madre Emanuella e i medici proclamarono il ragazzo ormai guarito, perché non necessitava più dell’intervento chirurgico, per motivi inspiegabili.

Il culto è diffuso anche negli USA grazie ai nostri emigrati che ve li hanno portati e proprio alcuni bitontini eressero a New York un’associazione con il nome dei nostri Santi e celebravano ogni anno la festa nella Chiesa di Santa Rita. Nello stato di New York si trovano ancora altri due centri in cui continua a celebrarsi la memoria e la festa dei SS. Medici. Uno è ad Utica, nella Chiesa di sant’Antonio, molto frequentata dai devoti, che accorrono dalle città vicine nella ricorrenza della sagra, e l’altro nella città di Howard Beach (Quuens) nella parrocchia della Madonna delle Grazie, fondata nel 1978 per interessamento di Joe De Candia, nativo di Molfetta e devoto dei santi Medici, e benedetta da mons. Domenico Vacca, allora rettore del Santuario bitontino. 

Altri piccoli centri di diffusione del loro culto sono sorti, ancora per iniziativa di devoti particolari, anche in Canada, mentre sul finire del ‘900 i Santi Medici sono arrivati anche in Irlanda del Nord, grazie all’opera di Elisa Jane Fox Brackarybeg che chiese negli anni ’80 a mons. Vacca delle immagini dei santi per diffonderne la religiosità e testimonianza, fino ad allora quasi sconosciuta in questa regione.

E ancora in Italia non sono pochi i santuari dedicati ai Santi Cosma e Damiano, dai quali la devozione s’irradia in tutti i paesi vicini. In Puglia, oltre a Bitonto, ricordiamo Alberobello e Oria. Nella provincia di Bari e Foggia non vi è paese o città, in cui non si registri il culto dei santi Taumaturghi. Altrove nelle città italiane Santi Medici sono venerati a Gaeta, Secondigliano di Napoli, Carbonara di Nola, Isernia, Riace in Calabria, Ravello, nel monastero di San Giorgio di  Venezia, nella Chiesa di San Procolo a Verona, nella cattedrale di Amalfi, a Bologna e Campobasso.

 

Fonti

Domenico Vacca, Leggendo la vita dei Santi Medici Cosma e Damiano, Bari, 1982