Dalla criminalità alla musica. La storia di riscatto del rapper bitontino Kekko Yang

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cultura e Spettacoli, Video
24 ottobre 2017

Yang MC ha attirato le attenzioni di Repubblica, Presa Diretta e Report. Nel suo ultimo singolo 'Mà' racconta la sua storia

Il rap può diventare punto d’incontro tra le difficoltà dei ragazzi nati in periferia e la loro voglia di riscatto sociale. Ne sa qualcosa Kekko Yang, giovane rapper bitontino, autore del singolo “Mà”. Nel suo ultimo lavoro, prodotto da Nuccio Cappiello degli studio Adm, il diciottenne racconta i problemi legati alla sua adolescenza. Due anni fa, infatti, Yang MC è stato arrestato a causa di una rapina avvenuta a Bitonto

La sua carriera nel mondo del rap nostrano inizia molto presto: “A 16 anni su quei palchi a fare freestyle” racconta; poi, a causa di una malattia che ha colpito i suoi genitori, capisce che il modo più semplice per racimolare qualche soldo è darsi alla criminalità. “Quindi ho iniziato a stare con gente che mi ha portato alla cattiva strada, anche se so che sarebbe stato più giusto trovarsi un lavoro. Questa è l’età in cui vuoi tutto e subito e questo mi ha… fregato” rivela ai microfoni della trasmissione di Rai3 PresaDiretta in uno speciale dedicato al quartiere Libertà di Bari.

Dopo l’arresto, Yang viene inserito in un percorso di recupero, all’interno di una comunità del quartiere Libertà di Bari. All’istituto del Redentore di Bari, il rapper consegue il diploma e tra poco comincerà il servizio civile nell’oratorio della chiesa posta nel cuore del rione. "Scusa mà (mamma, ndr) se ti faccio piangere, non è questa la vita che volevi per me. L’ho fatto per vedere il mondo vero com’è. Mà stai tranquilla per me, tanto mi salva questo rap e io non sbaglio più" recita il ritornello della sua ultima canzone, le cui riprese sono state girate nel cortile dell’oratorio che Kekko Yang frequenta.

La sua storia di rivincita contro la delinquenza, che lo aveva soggiogato sin da ragazzo, è stata raccontata da Repubblica Bari, in un servizio a firma della giornalista Silvia Dipinto, ed è menzionata anche nell'approfondimento che il portale d’inchiesta Report ha dedicato alla città di Bari, su Rai 3, lo scorso giugno. “Rapper che fanno musica metropolitana, posti dove si spara e ogni tanto qualcuno resta steso. Una chiesa dedicata al Padre Eterno, o meglio al ‘Redentore’. Quando si va da quelle parti il Padre Eterno non c’entra e se vai in chiesa l’oratorio non lo trovi. Il sacerdote che al dirige ha pensato che fosse meglio un pub: la birra e il rap, si sa, le storie le tirano fuori meglio” spiega Michele Buono, autore del servizio.

Il servizio di Report pone l’attenzione sul rap inteso come strumento di riscatto per i giovani delle periferie che si sentono spesso abbandonati al proprio destino, ma che non si arrendono e denunciano i deficit del nostro paese a suon di rime improvvisate. "Kekko – racconta don Francesco Preite, direttore dell'Oratorio del Redentore, a Repubblica Bari – è ora col servizio civile e rappresenta un esempio positivo per i ragazzi, grazie al suo percorso e al suo talento di rapper e freestyler".

 

In copertina il video del singolo "Mà"