Come i diciottenni bitontini hanno speso il bonus cultura di 500 euro

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca, Cultura e Spettacoli
04 ottobre 2017

Come i diciottenni bitontini hanno speso il bonus cultura di 500 euro

La maggior parte investiti in libri e cinema. Ma c'è chi pensa di utilizzarlo per i testi universitari

Cinquecento euro da spendere in cinema, concerti, libri e musei per promuovere la cultura tra i giovani: è una delle singolari iniziative apportate dal Governo Renzi, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, e rivolta a i neo maggiorenni di tutta Italia. 

Un’occasione imperdibile per tutti i classe ’98 che, dopo aver effettuato una registrazione online su “18app”, hanno potuto riscuotere il proprio buono da spendere negli esercenti fisici e online che hanno aderito all'iniziativa. Numerose sono le piattaforme digitali che si sono rese disponibili all’utilizzo del bonus come strumento d’acquisto. Due su tutte, Amazon e Ticketone.

Tuttavia, la proposta non sembra aver convinto tutti i ragazzi interessati dall’iniziativa: solo il 61% degli aventi diritto, pari a circa 351 mila ragazzi su 574.953, hanno ritirato il bonus. Nel dettaglio, il Governo ha stanziato 290 milioni per il progetto e solo 114 milioni sono stati utilizzati, dei quali circa 90 milioni sono ancora da spendere. 

Il limite massimo per l’utilizzo del buono è fissato al 31 dicembre prossimo, ma è prevedibile che, nonostante le spese medie di circa un milione di euro al giorno, buona parte dei fondi utilizzati torneranno a rinfrancare le casse statali.

Una vera e propria delusione per Palazzo Chigi, che si sarebbe aspettato un’adesione più copiosa; ma, con ogni probabilità, la poca informazione in merito, soprattutto nei primi mesi dalla pubblicazione del progetto, non ha di certo giovato i più di 500 mila neo maggiorenni: di fatti, alla scadenza effettiva per il ritiro del bonus, fissata a luglio e prorogata al 31 dicembre, erano poco più del 58% gli usufruenti.

Per di più, secondo i nati nel ’98, il lungo iter di iscrizione al portale online e le limitazioni nell’utilizzo del bonus hanno ostacolato ulteriormente le spese: “Ho utilizzato il bonus e continuo ad utilizzarlo maggiormente per libri e cinema. Sono veramente soddisfatta di questa possibilità” spiega Annarita, diciottenne bitontina. Dello stesso pensiero è Michele, anch’egli classe ’98: “Anche io sono soddisfatto, ma penso che per gli acquisti online siamo troppo limitati”. “Sono pochi gli esercenti che hanno aderito – aggiunge Mariae sono limitati anche gli spettacoli teatrali convenzionati”.“Avrei esteso il bonus anche per spese riguardanti musica, visite a musei esteri, eventi sportivi e corsi” – afferma GiovanniIl motivo? Molto semplice. Non tutti amano leggere o vedere concerti. Quindi se avessimo avuto più possibilità per utilizzarlo, forse avremmo speso di più”.

Ciò nonostante, gran parte dei soldi rimasti verranno, con ogni probabilità, utilizzati per l’acquisto dei libri universitari: “Ho risparmiato gran parte del bonus per l’acquisto dei libri universitari. Mi aiuterà molto nelle spese” spiega Giuseppe, subito sostenuto da altri suoi coetanei alle prese con il primo anno di studio. 

Il 77% dei 114 milioni di euro utilizzati sono stati impiegati per l’acquisto di libri, mentre il 18% per il cinema. Il 17% di quelli online sono stati spesi in concerti, mentre solo il 2% in teatro. “Ho usato il buono in cinema e libri universitari perché non penso che un concerto sia una cosa educativa” rivela Pasquale, al quale si oppone Annalisa: “Io, invece, l’ho usato specialmente per concerti e romanzi. In questo modo ho potuto vedere dal vivo molti cantati che mi piacciono risparmiando tanti soldi”.

Nel frattempo, pochi giorni fa, il Governo ha ufficializzato l’estensione del bonus cultura anche a tutti i nati nel ’99. Anch’essi avranno la possibilità di spenderlo in libri, concerti, musei, cinema come i colleghi ’98, con l’aggiunta del possibile utilizzo per l’acquisto di CD e vinili. 

Una possibilità ben presto accolta per i quasi 579 mila classe ‘99 che, in poco più di sette giorni, hanno giù speso circa 3 milioni di euro: il triplo rispetto allo scorso anno. 

D’altra parte, molto probabilmente, l’esperimento messo in alto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri potrebbe non essere riproposto il prossimo anno. La scelta potrebbe dipendere dal risultato delle prossime Elezioni Politiche del 2018. “Penso che l’iniziativa del PD sia stata pensata per orientare il nostro voto alle prossime Politiche – spiega Giovannima non mi farò abbindolare in questo modo”. Dello stesso pensiero anche gli altri bitontini intervistati: “Non voteremo per chi ci offre dei soldi”.

“Di certo penso che questo sia un modo consono di utilizzare fondi statali e allo stesso tempo avvicina i giovani alla cultura, ma non nego che se introducessero un buono per le matricole universitarie potrei votare PD alle prossime elezioni” ironizza Giuseppe.