Ad Pacem promptum designat Oliva Botontum

Sabino Paparella
di Sabino Paparella
Politica, Esperia
23 ottobre 2017

Ad Pacem promptum designat Oliva Botontum

I retroscena della silenziosa scalata al PD di Michele Naglieri

Più di un ramoscello d’ulivo, poté un consorzio olivicolo. 

È l’imprenditore agricolo Gennaro Sicolo, appunto presidente del CNO (Consorzio Nazionale degli Olivicoltori) e uomo notoriamente vicino al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il vero fautore di Michele Naglieri, la cui elezione – per acclamazione su mozione unica –  a nuovo Coordinatore del Circolo del Partito Democratico di Bitonto è, a sua volta, solo il tassello finale di un mosaico politico molto più grande e complesso.

Il mite irenismo contenuto negli indirizzi di saluto portati sabato pomeriggio al Congresso PD dai responsabili delle liste del centrosinistra l’ha d’altronde confermato: Naglieri presta la faccia ad una soluzione di compromesso che, dopo un decennio abbondante di litigi, scissioni e opportunismi, promette di restituire ai bitontini la tanto agognata “unità del centrosinistra”. Improvvisamente tutti, anche coloro che fino a ieri ribadivano la strada del civismo come unica possibilità di sopravvivenza del centrosinistra, sembrano concordare sulla necessità di ritrovare un Partito Democratico forte, che faccia da stella polare per la politica di segno progressista. D’un colpo sembra esserci nuovamente spazio per tutti nel PD bitontino. Pace è fatta, forse – anche se come e perché è destinato a rimanere un mistero per la pubblica opinione, essendosi risolte le trattative in incontri rigorosamente a porte chiuse, nella tipica tradizione della sinistra locale (correva l’anno 2008). 

D’altronde era esattamente questo l’obiettivo a cui le segreterie di partiti e movimenti cittadini hanno lavorato in queste settimane di avvicinamento al Congresso, e che oggi Sicolo, da una parte, e Michele Abbaticchio, dall’altra, possono intestarsi e capitalizzare presso i propri referenti regionali e nazionali: restituire al Pd la sua vocazione di rappresentazione maggioritaria dell’elettorato bitontino.

Che questa “raccolta precoce” sia sinonimo di alta qualità del prodotto, però, è tutt’altro che scontato – come sa bene chi si occupa di queste cose. 

L’immagine corale che del partito si è voluta dare in queste ore, con la presentazione – anche questa a porte chiuse – di una candidatura ed una mozione uniche, è ben lungi dal significare l’assenza reale di conflitti e contraddizioni alla Pescara. Come scritto già qualche giorno fa l’operazione di ri-assemblaggio prodotta dalle trattative diplomatiche si è limitata a rimandare, non a risolvere, l’antagonismo inevitabile tra anime storiche, correnti periferiche e nuovi ingressi dem, procedendo ad una lottizzazione di incarichi nel nuovo partito. Il “tridente d’attacco”, che a meno di novità dell’ultimo minuto dovrebbe contare – oltre al segretario Naglieri (Renzi-Martina) – due vice-segreterie affidate rispettivamente alla componente Intini (Emiliano) e a quella DS (Orlando), ne è una plastica conferma. Sfide non semplici attendono quindi il neo coordinatore, che rischia di rappresentare un partito balcanizzato.

Non pochi sono inoltre gli interrogativi che rimangono sullo sfondo dell’intera operazione. Un primo riguarda il ruolo delle realtà civiche nel nuovo Pd dopo l’armistizio celebrato sabato: se e quali parteciperanno in maniera diretta alla responsabilità del partito, in che modo e da quali posizioni – questioni a cui l’organigramma dell’Esecutivo e del Coordinamento del Partito, attesi nelle prossime ore, potranno dare qualche prima risposta. 

Un secondo punto di domanda, speculare al primo, riguarda l’atteggiamento che, istituzionalmente, il PD ed il suo gruppo consiliare (composto ad un rappresentante di area Sicolo ed uno di area GD-DS), terranno nei confronti dell’Amministrazione Abbaticchio: l’armistizio produrrà un ammorbidimento dell’opposizione (per la verità già non proprio inflessibile) vista in questi mesi? Un appoggio esterno? O bisogna aspettarsi addirittura un assorbimento in maggioranza con relativo rimpasto di governo?

I possibili scenari si moltiplicano. Molti somigliano per ora a salti nel buio. La campagna olivicola, del resto, è appena all’inizio. Ai frantoi il responso.