D'estate si muore. Vent'anni di tragedie a Bitonto

di La Redazione
Inchieste
19 settembre 2017

D'estate si muore. Vent'anni di tragedie a Bitonto

Incidenti, regolamenti di conti, lupare bianche. Una lista dei più importanti episodi di cronaca nera cittadina

Nota di redazione

L'omicidio di Michele D'Elia, inizialmente datato nell'articolo 1996, è avvenuto nel 1992.

 

L’omicidio del 25enne bitontino Giuseppe Muscatelli, avvenuto poco più di un mese fa, a margine di un acceso diverbio con il 68enne Gaetano Sesto, ha ingrossato la lunga lista di tragedie consumatesi in città durante l’estate. Da circa venti anni a questa parte, infatti, l’estate bitontina è segnata da episodi cruenti: incidenti, morti bianche, ma soprattutto faide mafiose, guerre tra clan e tanti “regolamenti di conti”, che hanno spesso portato il Comune pugliese alla ribalta della cronaca nazionale.

 

1996 – Tra gli eventi più eclatanti che sconvolsero la città, spiccò la morte di Michele Bux, arrivata in un bagno di sangue il 12 maggio 1996, proprio tra i vicoli di Bitonto. L'uomo – sopranominati “la pallina” – fortemente legato a Savinuccio Parisi, autorevole boss del quartiere barese di Japigia, fu ucciso, con un secco colpo alla testa, da Damiano Semiraro, Piero Losurdo e Emanuele Sicolo (tra i mandanti e gli esecutori) poiché – a quanto emerge delle testimonianze – avrebbero collaborato con le forze dell’ordine tradendo il proprio clan d’appartenenza.  Un omicidio, quello ai danni di Bux, che ha di certo cambiato le sorti della mala locale: di fatti, all’indomani della morte del membro del clan Parisi, la gestione dei traffici illeciti nel territorio bitontino è stata spartita tra due clan: i Conte – Cassano da una parte, e i Valentini – Semiraro dall’altra. 

 

2003 – Nel 2003, è il noto boss locale Domenico Conte il nuovo obiettivo degli agguati: Giuseppe Leccese e Michele Pazienza non riuscirono a portare a termine l’omicidio e diventarono le vittime di una lupara bianca. Tra la fine di luglio e la metà di agosto, i due vennero uccisi e i loro colpi occultati affinché non ne rimesse nessuna traccia. Del delitto verrà poi accusato l’allora 25enne Tommaso Pazienza, cugino dello stesso Michele Pazienza. 

Nello stesso anno, inoltre, ai già citati casi Leccese e Pazienza, si aggiunsero anche gli omicidi di Michele Maggio, 27 anni, affiliato al can Simeraro e assassinato in piazza; Damiana Amendolagine, 45 anni, uccisa per errore al posto del figlio Francesco Rizzi di 21 anni; Enzo Simiraro, anche egli ucciso al posto dell'amico Vito Napoli. 

 

2007 – Nel 2007 scoppiò una guerra tra i clan Strisciuglio e i clan Conte. In particolare, nel mese di luglio, quattro affiliati agli Strisciuglio, Giacomantonio, Ficarelli, Dellino e Giuseppe Ladisa, furono accusati di aver esploso numerosi colpi d’arma da fuoco contro il presunto boss Domenico Conte e Vito Napoli: il primo rimase illeso, mentre il secondo morì sul colpo. Pochi giorni dopo, gli stessi Giacomantonio e Perrelli decisero di eliminare Dellino, considerato inaffidabile. Il giovane fu sequestrato, trasportato in un casolare e ucciso con un colpo di pistola alla testa.

 

2010 – A detta di molti, l’estate 2010 è stata la più ‘infuocata’ della storia recente bitontina. Infatti, furono decisamente molti gli avvenimenti criminosi che si verificarono tra il giugno e l’agosto di quell’anno: l’arresto del presutno boss Domenico Conte, la sparatoria in via Matteotti che ferì una passante, un’accesa sparatoria in via Berlinguer e il tentato agguato nei pressi della chiesa di S. Teresa con lo scoppio di una bomba. Degne di nota anche la violenta sparatoria in via Ammiraglio Vacca e via Lobuono, e quella sulla sp 231 che portò alla morte del pregiudicato Michele Elia

 

2012 – Il conflitto interno alla criminalità organizzata locale si accese nuovamente due anni dopo con una doppia sparatoria in via Berlinguer, probabilmente per questioni annesse alle piazze di spaccio ivi ubicate, ed altro conflitto a fuoco in via Verdi. 

 

2013 – Un altro episodio increscioso che portò Bitonto tra le righe di alcuni dei quotidiani nazionali più celebri, fu l’assassinio di una prostituta – probabilmente romena - il cui corpo fu trovato tra le campagne della nostra città. Nel luglio 2013, Bitonto fu teatro di un’altra sparatoria dove furono esplosi otto colpi di pistola da due moto in corsa all’altezza di piazza Partigiani d’Italia. Le immagini continuano ancora oggi a fare il giro del web.

 

2014 - La comunità locale è scossa dalla morte del 21enne Francesco Berardi, morto in un incidente mentre rientrava a casa con amici, dopo una serata in discoteca in Salento, a Ferragosto.

 

2015 – Ancora conflitti a fuoco tra le vie e le piazze della città e ancora via Berlinguer tra i teatri degli scontri armati. I motivi salienti delle guerriglie furono legati nuovamente allo spaccio: di fatti, vi rimase coinvolta anche via Gomez, nota piazza di traffico illecito. Nel mirino, secondo gli inquirenti, ancora Domenico Conte, obiettivo dei colpi sparati tra via Saracino e via Piepoli da due centauri, poco dopo Ferragosto. Al tentato agguato seguirono altre due sparatorie - probabilmente in risposta - sino all’arresto del presunto boss rivale Giuseppe Cassano. 

Sempre ad agosto, Bitonto pianse l’ennesima morte sul lavoro: Francesco Panzarino, operaio 58enne, morì a Santa Maria di Leuca in seguito al crollo del solaio di un’ex scuola elementare in ristrutturazione. Il mese precedente perse la vita un noto professionista locale, l’architetto Giampio De Meo, investito mentre era in sella alla sua bici nei pressi della Poligonale.

L’estate 2015 si chiuse con i tentati omicidi ai danni del pregiudicato Giuseppe Robles, di Vito Tarullo e Arcangelo Vitariello, feriti all’ingresso del luna park allestito per la festa dei Santi Medici.

 

2016 – Il 12 luglio 2016, invece, è una data che tutti i pugliesi ricorderanno. I binari tra Andria e Corato, nella tratta Ferrotramviaria che collega Barletta a Bari (e che passa anche da Bitonto, ndr), furono teatro di un clamoroso incidente ferroviario che portò alla morte di 23 persone e che accese una feroce polverone mediatico, di caratura nazione e internazionale, sulla questione dei trasporti nella regione Puglia.