Sara e Martina: due donne-arbitro bitontine

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Sport
02 agosto 2017

Perchè 'lo sport non è un discorso di genere'

Sara Sparviero e Martina Sicolo, bitontine di 21 e 17 anni, condividono una passione comune per il gioco del calcio. Sara, studentessa universitaria, è da cinque anni un arbitro della sezione di Molfetta e dirige le partite della Serie C2 di calcio a 5; Martina, invece, frequenta il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Bitonto, arbitra da due anni nel settore giovanile della FIGC e, sul finire della scorsa stagione sportiva, ha persino esordito nella categoria “Allievi”.

Le due giovani sono l’esempio di come l’Associazione Italiana Arbitri (A.I.A., ndr) stia diventando, col passare del tempo, sempre più ‘rosa’: sono circa 1700 le donne che hanno deciso di scendere in campo con un fischietto in mano per dirigere settimanalmente le gare di tutta Italia. “Voi siete la punta d'iceberg di una parte importante dell'AIA. Siete persone di valore che in altri contesti non hanno e che si sognano” ha dichiarato recentemente il presidente nazionale dell’A.I.A. Marcello Nicchi alle donne-arbritro di tutta la Penisola.

Un appello condiviso anche dai due arbitri bitontini che, ai microfoni di BitontoTv, spiegano come “il calcio sia inevitabilmente uno sport prettamente maschile e colmo di pregiudizi nei confronti degli arbitri donna, ma questi pregiudizi sono facilmente superabili quando dimostriamo ai giocatori in campo che conosciamo perfettamente le regole e possiamo gestire bene la partita”. “Lo sport non è un discorso di genere, l’importante è metterci l’impegno e la passione” aggiungono le giovani direttrici di gara.

“Spesso alle prime partite mi veniva chiesto come volessi essere chiamata se ‘signora’, ‘signorina’ o ‘signore’ ed io ho sempre risposto ‘signor arbitro’ – rivela Sara Sparviero – È bello vedere che adesso, dopo cinque anni, questa domanda non mi venga più posta perché ormai i giocatori si sono abituati a vedere delle donne nel mondo del calcio”.

Il loro obiettivo è quello di raggiungere una piccola Serie A, raccontano Sara e Martina – In questi primi anni di arbitraggio siamo sicuramente cresciute, perché attraverso questo sport si migliora davvero tanto ed il merito è anche del gruppo arbitrale che si è formato”.