Bitonto tra i Comuni che non hanno contratto debiti in Italia

Massimiliano Dilettuso
di Massimiliano Dilettuso
Cronaca
31 agosto 2017

Bitonto tra i Comuni che non hanno contratto debiti in Italia

Lo dice una indagine del Sole 24 Ore relativa ai dati OpenPolis del 2014

Bitonto è tra i comuni meno indebitati d’Italia: ecco quanto traspare dall’indagine condotta da Il Sole 24 Ore partendo dai dati raccolti da OpenPolis relativi all’anno 2014.

La città pugliese è tra i circa 3.000 Comuni italiani che nel corso dell’anno sopracitato non hanno richiesto prestiti e, di conseguenza, non hanno accumulato passivi nel bilancio finale. Nella stessa situazione, almeno nell'area barese, sono Poggiorsini, Giovinazzo, Adelfia, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Gioia del Colle, Noci, Putignano, Locorotondo, Capurso, Triggiano, Mola di Bari e Binetto. 

Dall’altra parte della graduatoria regionale dei Comuni con maggiori mutui accesi – che in scala nazionale è guidata da Foppolo, paesino di 207 abitanti nell’alta Val Brembana, con debiti da 18mila euro pro capite – troviamo, invece, Corato con solo €0,02 pro capite, Valenzano con €0,10, Turi con €0,30, Santeramo in Colle con €0,60 e Altamura con €1,12.

Per quanto riguarda le principali città del Tacco: la Città Metropolitana di Bari ha accumulato debiti per €38,31 pro capite; Foggia €228,42; Taranto €0,00; Lecce €932,15 e Brindisi €643,79.

Tuttavia, non è detto che tutti i comuni indebitati abbiano commesso una scelta errata nell’accasarsi un mutuo: infatti, i prestiti che vengono richiesti sono solitamente utilizzati per finanziare opere pubbliche portando, di conseguenza, lavoro alle aziende che operano sul territorio.

D’altra parte, è indispensabile che tali prestiti vengano tenuti sotto controllo cosicché non aggravino sulle casse comunali – così come è accaduto in tante città come Foppolo, ndr – e possano essere restituiti in tempo. 

Quindi, le città come Bitonto che non hanno ricevuto un credito non sempre possono essere definite "modello"; al contrario, secondo quanto emerso nell’indagine condotta dal quotidiano di economia, questo potrebbe significare che “il comune in questione non sia in grado di sostenere mutui, o che sia bloccato dai vincoli imposti dal patto di stabilità”. Ad esempio, tra le metropoli italiane, Roma totalizzato prestiti per €23,76 pro capite; mentre, Milano per 131 euro ad abitante.

In sostanza, l’obiettivo di ogni Comune non è quello di non richiedere prestiti, quanto quello di essere in grado di restituirli per tempo così da non far peso sulle casse comunali e, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini.