Maria Cristina, quale futuro?

di La Redazione
Cronaca
17 luglio 2017

Maria Cristina, quale futuro?

Il sistema ASP è in crisi. Si pensa a vendere alcuni locali e a puntare su servizi sanitari. Oggi Masciale incontra Ares Puglia

Sono ore calde per l’Azienda di Servizi alla Persona del “Maria Cristina di Savoia” di Bitonto. Dopo anni di disagi, l’Istituto, guidato attualmente da Vito Masciale, si trova ad un bivio che potrebbe stravolgere completamente la destinazione degli storici locali bitontini o mettere la parola fine ad un incubo.

Nella giornata di oggi, infatti, il Presidente dell’ente incontrerà i vertici di Ares Puglia, l’agenzia regionale sanitaria, con cui discuterà i margini di potenziamento dell’ASP. L’obiettivo di Masciale, condiviso dalla Regione Puglia, è trasformare l’Azienda - uno dei tanti esempi del fallimento del sistema ASP in tutta la Puglia - in un ente in grado di offrire anche servizi di tipo sanitario. Una strada che garantirebbe al Maria Cristina un numero maggiore di finanziamenti, quelli che sono mancati negli ultimi anni, inutilmente attesi dai dipendenti, a cui mancano ben 19 mensilità di stipendio.

Qualora si dovesse decidere di riformare l’ASP, il personale dovrà essere formato e scremato, attraverso procedure che garantirebbero il pensionamento anticipato. 

Il principale ostacolo è di natura economica: il buco del Maria Cristina si attesterebbe attorno agli 800.000 euro. Sarà la Regione a cancellare il rosso in bilancio? O il nuovo piano aziendale?

Di qui la seconda strada, irta di ostacoli. L’ente ha messo in vendita un’ala della struttura attualmente in fitto alla ASL - che pagherebbe poche decine di migliaia di euro all’anno, con un contratto che molti definiscono inadeguato -, valutandola 1.400.000 euro. Le offerte dovranno pervenire entro settembre e potrebbero permettere di ripianare i debiti (a cui si aggiungono alcuni mutui sottoscritti in passato) e ricominciare da zero con un nuovo piano.

L’ipotesi più nefasta sarebbe quella della liquidazione anticipata, che nessuno vuole. Ma non è da scartare per un’Azienda pubblica che dovrebbe essere guidata con un piglio manageriale, ma che non ha, ad esempio, un direttore generale dal lontano 2015 (part-time grazie ad una convenzione con l’ASP di Barletta).

Ci sarà da attendere probabilmente ancora qualche settimana, ma intanto le voci a difesa dell’ASP si fanno sentire. Nei giorni scorsi i dipendenti hanno manifestato davanti a Palazzo Gentile, mentre il consigliere regionale Domenico Damascelli (Forza Italia) ha invitato Città Metropolitana di Bari, Regione Puglia, Comuni di Bitonto e Palo del Colle "a farsi carico una volta per tutte di una vertenza non più trascurabile, anche convocando d'urgenza tutti i tavoli di concertazione necessari”.

Il sindaco Michele Abbaticchio ha espresso vicinanza ai dipendenti, ma rivendica la bontà dell’operato di Vito Masciale, in carica da quasi due anni (a titolo gratuito): “Ha subito scelte manageriali precedenti, ma sta facendo di tutto per tamponare una situazione grave. Ha persino pagato di tasca proprio alcune bollette per non interrompere il servizio. Per non parlare dell’attivazione del Centro Famiglie e del CAS, che ha prodotti altri introiti”. Così come Palazzo Gentile “che paga tutte le fatture, liquidandole immediatamente, e collabora in tutti i modi”.