L'Hospice festeggia dieci anni di attività

Filippo Lovascio
di Filippo Lovascio
Cronaca, Cultura e Spettacoli, Video
08 luglio 2017

Ieri il seminario al Traetta. Ecco le parole di mons. Savino, della dottoressa Cannone, di don Vito Piccinonna e del sindaco Abbaticchio

Grande anniversario quello che ieri l’Hospice “Aurelio Marena” ha celebrato, con i suoi dieci anni di attività nella nostra città, frutto dell’instancabile lavoro della Fondazione Opera Santi Medici di Bitonto e di mons. Francesco Savino, promotore del progetto quando era presidente della Fondazione nel 2007. 

Struttura di alto livello, con i suoi 30 posti letto che ne fanno uno dei più grandi d’Italia, l’Hospice “Marena” fa ormai parte di Bitonto, dopo aver accompagnato oltre 3500 pazienti all’insegna delle cure palliative, che investono globalmente e non solo dal punto di vista prettamente medico i malati insieme i loro familiari, in un momento della vita delicato e difficile delle malattie inguaribili.

In occasione dell’anniversario, la Fondazione e la Basilica dei Santi Medici, con il patrocinio del Comune di Bitonto e dell’Arcidiocesi di Bari – Bitonto, hanno organizzato un convegno, svoltosi al Teatro Treatta, sul tema “Cure palliative e testamento biologico: quali sfide?”. All’evento hanno partecipato diversi specialisti del settore, che hanno fatto preziosa comunicazione su tema ancora da sdoganare e su cui far riflettere l’opinione pubblica. 

“In questi dieci anni siamo cresciuti molto sia a livello professionale, ma anche umano”, ha commentato ai microfoni di BitontoTV Anna Cannone, direttrice dell’Hospice. “Si è creata quella rete che serve per organizzare il lavoro per una buona visione delle cure palliative. Dire Hospice ‘Marena’ significa oggi dire eccellenza. Tutti i membri della nostra ricca equipe collaborano al bene della famiglia e del paziente. Le cure palliative sono molto importanti, perché laddove non si può guarire sempre si deve curare".

Anche don Vito Piccinonna, presidente della Fondazione e rettore dell’omonimo Santuario bitontino, ha dichiarato come il lavoro dell’Hospice è fatto “all’insegna della dimensione umana, che cerchiamo di far vivere tutti i giorni ai nostri ospiti”, in una struttura che “rappresenta un traguardo felice della Fondazione, un fiore all’occhiello della Fondazione e anche della stessa città di Bitonto”.

Mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Jonio, già rettore della Fondazione, ha ricordato come “una delle sfide che oggi si pongono dinanzi all’Hospice è quella di creare cultura di prossimità. Ci sono ancora dei pregiudizi sulle cure palliative, in Italia solo il 30% dei malati accedono a questo tipo di cure. Ci sono delle lobby che hanno una visione trionfalistica della medicina, ma c’è un momento in cui il medico deve sapere quando si può fare più nulla. Le cure palliative non possono essere applicate solo ai casi oncologici, ma credo che si possano applicare a tutti perché sono la cultura e la civiltà della medicina”. Michele Abbaticchio, Sindaco di Bitonto, intervenuto in rappresentanza dell’Amministrazione, ha ricordato invece come l’Hospice sia “vetrina e luogo di accoglienza di una città che guarda a questo ambiente con orgoglio, come infrastruttura sociale e di valorizzazione del territorio”, divenendo nel tempo “una protagonista che arricchisce in modo inequivocabile la rete sociale del territorio metropolitano e non solo”.

Nel pomeriggio di ieri, presso Palazzo Gentile, si è inoltre tenuta la cerimonia di premiazione per Bitonto a “Città del Sollievo”, riconoscimento attribuito dalla Fondazione Nazionale "Gigi Ghirotti" con il patrocinio Anci per quei enti locali che si sono distinti nell'organizzazione di iniziative di sensibilizzazione e solidarietà in ambito socio-sanitario.