Il rapporto della DIA: a Bitonto spaccio e gravi episodi commessi con l'uso delle armi

di La Redazione
Cronaca
28 luglio 2017

Il rapporto della DIA: a Bitonto spaccio e gravi episodi commessi con l'uso delle armi

Nessuna faida tra i clan. Ma la provincia risente dell'influenza dei gruppi del capoluogo

Poco è cambiato nello scenario criminale locale durante il secondo semestre del 2016. La relazione della Direzione Investigativa Antimafia, recentemente pubblicata, aggiunge poco o nulla alla geografia dell’illegalità cittadina tracciata nel rapporto precedente.

Nonostante la mappa del Ministero dell’Interno consegni la città nelle mani dei clan Conte, Cassano e Cipriano, sono lontani i tempi in cui si parlava di faida tra gruppi criminali. Come nel 2015, quando la scissione tra i clan Conte e Cassano ha preoccupato non poco la DIA, che le aveva dedicato diverse pagine nei due rapporti annuali.

Una sorta di pax mafiosa, probabilmente funzionale allo svolgimento dei traffici più remunerativi. Come lo spaccio di sostanze stupefacenti: “Nei paesi del territorio barese - si legge nella relazione - le attività di contrasto pongono in evidenza il diffuso fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti e il costante rinvenimento di piantagioni di marijuana”

Il tutto sotto il presunto giogo della malavita barese, che dopo anni, starebbe nuovamente tirando le fila delle vicende bitontine. ”L’andamento della delittuosità in provincia continua, inoltre, a risentire dell’influenza di personaggi legati ai clan baresi, in passato trasferitisi nei comuni limitrofi” scrivono infatti dalla DIA.

Nel paragrafo relativo al territorio barese, compare Bitonto: “Tra le città della provincia su cui va posta, poi, particolare attenzione, si segnala Bitonto, nota per la recrudescenza di gravi episodi commessi anche con l’uso delle armi”. La nota della Direzione rimanda al ferimento di un gioielliere, la sera del 10 novembre 2016, nel corso di una rapina eseguita da rapinatori armati e travisati.