I giardini pensili tra fate e folletti in 'Sogno di una notte di mezza estate'

Alessandra Savino
di Alessandra Savino
Cultura e Spettacoli
04 luglio 2017

I giardini pensili tra fate e folletti in 'Sogno di una notte di mezza estate'

La recensione dello spettacolo andato in scena il 29 e il 30 giugno

Ritrovarsi in un bosco incantato in una sera d’estate, circondati da fate ed onirici personaggi, è quello che può accadere leggendo una delle più belle commedie di Shakespeare. Se poi questa atmosfera da favola supera l’immaginazione materializzandosi davanti agli occhi di uno spettatore, il sogno diviene realtà. E non uno qualunque, bensì il sogno per eccellenza della drammaturgia di tutti i tempi, quello di cui il Bardo narrò nella sua celebre commedia degli equivoci. È il “Sogno di una notte di mezza estate”, opera che ha trovato nella città di Bitonto una delle location più suggestive per una messinscena totalmente immersiva ed interattiva per il pubblico. Ad ospitare Oberon e Titania, re e regina delle fate, e tutti i personaggi creati dalla preziosa fantasia shakespeariana è stato, infatti, il giardino pensile della Chiesa di San Francesco della Scarpa in due serate ‘incantate’. 

Il 29 e 30 giugno, la terrazza panoramica che, nascosta fra le mura del centro antico, si affaccia sulla Lama Balice, si è trasformata in un bosco illuminato da tante piccole lucine disposte fra i rami degli alberi come lucciole che illuminano una notte d’estate. Ad accogliere il pubblico tante fatine che danzavano fra i gelsi del giardino, dondolandosi su altalene di fiori, prima dell’arrivo del folletto più dispettoso mai esistito. Puck, abilmente interpretato da Tommaso Citarella, servitore di Oberon, si aggirava nascondendosi fra i tronchi pronto a sorprendere gli spettatori appena arrivati. 

D’altra parte è stato lui ad aprire e chiudere, con la classica richiesta di applausi per gli attori, lo spettacolo narrando al pubblico, fra una danza delle fate ed un intreccio amoroso, ciò che accadde in quella notte magica. Così, saltellando e ridacchiando come un vero abitante dei boschi, ha spiegato e raccontato quegli equivoci amorosi sorti a causa del fiore magico, il cui succo, applicato sulle palpebre di qualcuno che dorme, è capace di farlo innamorare della prima persona che vedrà al risveglio. Una messinscena in grado di far dimenticare al pubblico la realtà confondendola con quel sogno che solo l’arte del teatro, nelle sue varie sfaccettature, è in grado di riprodurre.

Danza e recitazione, contaminandosi a vicenda, hanno animato il giardino pensile di Bitonto in una rappresentazione ideata e diretta artisticamente da Natalizia Leccese alla quale va il merito di aver creato tutte le coreografie dello spettacolo, eseguite dalla compagnia di danza "L'Ndivenire". A far da cornice alle delicate movenze delle fate, l’interpretazione degli attori e figuranti di “Amici per la crepapelle” di Carlo Pice, sapientemente guidati dalla regia scenica di Barbara Buttiglione

L’adattamento dell’opera shakespeariano è stato scelto per inaugurare in anteprima, nella serata del 30 giugno, la stagione del “Giardino dei Gelsi”, rassegna rivolta al mondo dell’infanzia, ideata dalla Cooperativa ReArTù, Libreria Hamelin e Io sono Mia e diretta da Elisabetta Tonon. Tema scelto per questa quarta edizione “Storie di Fantanimali”, un mondo fantastico, dunque, che non poteva non essere introdotto da Shakespeare, padre di quella magia chiamata teatro che non ha limiti d’età.